venerdì 11 febbraio 2011

Meritocrazia sconosciuta in Italia? Colpa del 68

L'avesse dichiarato in un'altra epoca, forse ci avrei almeno ragionato sopra.
Ma oggi, in piena età dell'oro della repubblica del bunga bunga, fa un po' ridere.
Anzi, non solo un po': molto.

Mi riferisco all'intervista rilasciata dalla ministra della Gioventù Giorgia Meloni a Libero, dove l'ex An disquisisce sulle ragioni per cui in Italia "meritocrazia" sia praticamente sinonimo di "questa sconosciuta".

Alla domanda "Già, ma la questione del merito? Si dice: i giovani oggi rischiano di pensare che si vada avanti solo grazie a spintarelle..." così ha risposto la Ministra: "Ma non è vero per niente! Anche in politica è pieno di gente che merita. Se mi guardo intorno vedo persone che hanno fatto anni di gavetta. E poi, comunque, smettiamo di generalizzare. Creiamo una percezione sbagliata, se continuiamo a dire che non vai da nessuna parte se non sei un bullo o una velina. La realtà è un’altra. C’è anche questo, ma non solo questo. Stop ai sensazionalismi da titolo di giornale. L’Italia non è un Paese agonizzante e se il merito stenta ad affermarsi è perché siamo figli di una cultura sessantottina, per la quale il merito è nemico dell’uguaglianza. Ne è presupposto, invece, e su questo stiamo lavorando".

Già, ci stiamo lavorando. Rigorosamente senza spintarelle.

A pesca nel mio incoscio. Collettivo.

Non ho mai sopportato il carnevale.
Fin da bambino.
Immagino, per il fatto che storicamente il carnevale era il momento istituzionalizzato in cui, mascherati, si poteva trasgredire a tutto un po'.
E il resto dell'anno? Bisognava vivere impalati.
Come si avesse - per usare un'espressione un po' grezza ma efficace - una "pigna-in-culo".

Vabbè, roba da inconscio collettivo: il carnevale adesso dura tutto l'anno.
E senza neanche bisogno della maschera.

Occupiamo l'Emilia al cinema

Parte ufficialmente Doc in Tour, il Festival dei documentari dell'Emilia-Romagna.
Il che significa che "Occupiamo l'Emilia" (che è tra i lavori selezionati), sarà presto proiettato in alcune sale cinematografiche della regione (non c'è ancora il programma ufficiale, appena disponibile, riporterò sul blog tutte le date).

Intanto però è online la pagina ufficiale del nostro film sul sito del Festival.


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Sergio Rizzo e Gianantonio Stella ne hanno scritto un altro (di libro).
Questa volta oggetto della loro (sacrosanta) invettiva è il degrado di una delle poche cose decenti che questo Paese ha da proporre al resto del mondo: il nostro patrimonio artistico.
Sul Corriere di oggi, qualche stralcio tratto dal libro.

Un brano in particolare, merita di essere riportato:

"Ma per capire la fondatezza dell'accusa basta farsi un giro sul portale turistico aperto dal governo italiano in cinese, www.yidalinihao.com. Costato un occhio della testa e messo su con una sciatteria suicida che grida vendetta. Per cominciare, le quattro grandi foto di copertina che riassumono l'Italia mostrano una Ferrari, una moto Ducati, un pezzo di parmigiano e un prosciutto di Parma. In mezzo: Bologna. Con tanto di freccette sulla mappa che ricordano la sua centralità rispetto a Roma, Milano, Venezia e Firenze. Oddio: hanno sbagliato capitale? No, come ha scoperto il Fatto Quotidiano, è solo un copia-incolla dal sito cinese della Regione Emilia-Romagna aimiliyaluomaniehuanyingni.com (...)".


Il testo contiene però un'inesattezza: sul sito del governo italiano il flash con Ducati, Ferrari, il Parmigiano ecc. non si vede (neanche con l'unico browser che ti aspetti funzionante per un sito governativo: Explorer): Unable to create /modules/mod_novasfh/engine/sfh_33.xml configuration file. 
Click here for more information.

giovedì 10 febbraio 2011

Il mondo è ancora magico. Online

Mi piace sempre di più Il Post, il quotidiano solo su Internet diretto da Luca Sofri. Tra i tentativi più recenti di ritagliarsi uno spazio tra la (già intasata) informazione online (ad esempio Linkiesta o Lettera43), è di gran lunga quello che si posiziona meglio e in maniera più credibile nel terreno specifico del web che riesce a sfruttare utilizzandone al meglio molte specificità.

Oggi ho visto (più che letto) con immenso piacere, questo articolo:

Human Planet è una serie di documentari realizzata dalla BBC per raccontare il rapporto tra la nostra specie e gli habitat che abbiamo popolato nel corso dei millenni e della nostra evoluzione. Per circa due anni, le troupe della BBC hanno raccolto e filmato 70 storie emblematiche del nostro rapporto con il mondo in 40 diversi paesi. La bellezza di questi documentari non è data solamente dalle storie molto interessanti scelte dagli autori del programma, ma anche dalla qualità delle immagini e dalle scene strabilianti filmate in presa diretta, spesso in condizioni molto difficili: in cima a un albero secolare, nel bel mezzo di un lago di fango o nelle acque gelide dell’Artico.





martedì 8 febbraio 2011

Metti un'inchiesta al giorno

Grandi storie e grandi inchieste.
Insomma, giornalismo "old style" (per citare "l'inchiesta vecchio stile" dell'ormai defunto Diario) leggibile online.
Solo in inglese, ma vabbé.
Articoloni belli lunghi che raccontano il presente a lettori alieni dal solito "mordi e fuggi".

Gli aggregatori di riferimento sono questi: longform e longreads.
Il Daily Beast, in una sua rubrica settimanale, propone i migliori (secondo loro).