martedì 19 luglio 2011

Ho sposato Miss Marple

Memorabile il "Vademecum per la tua sicurezza" distribuito in questi giorni a Roma, un opuscolo di 23 pagine - qui in pdf - che è veramente tutto da leggere. Un progetto "per le donne" realizzato dall'Agenzia di comunicazione Omniares col patrocinio del Comune che, nelle intenzioni, dovrebbe offrire a tutte utili suggerimenti per "mettere in sicurezza" la propria esistenza.

Qualche esempio tratto dall'infinito elenco di precauzioni/attenzioni da prendere in ogni situazione (perfino in casa) per sopravvivere in questa giungla: roba che o sei una specie di Miss Marple o son veramente c***i amari:
  • Cerca di tenere sempre molto alto il tuo livello di attenzione riguardo tutto ciò che ti è intorno, in particolare se rientri a casa da sola o abiti in luoghi isolati.
  • Adotta un atteggiamento “sicuro” anche se avverti una situazione di pericolo.
  • Evita strade buie o deserte anche se ti trovi nel centro della città e non pensare mai “ tanto a me non succede".
  • Quando viaggi su tragitti abituali cerca di memorizzare dove si trovano stazione di polizia, carabinieri e ospedale
  •  Se noti un veicolo sospetto annota il numero di targa
  • Non inserire informazioni personali sui social network (questo è veramente fantastico!!! Ndr)
  • Tieni il cellulare impostato sul 112/113 (assolutamente sconsigliato usare per svago mp3 o cellulare perché ci rende meno attente e più vulnerabili essendo distratte dalla conversazione/messaggio/ascolto di un brano musicale).
  • Ecc. ecc.
    Fin qua, paranoia pura, d'accordo: uscire di casa (ma manco lì ci si può rilassare un po'...) per una donna a Roma  richiede lo stesso livello di attenzione del pattugliamento di una via a Baghdad.

    La polemica che è seguita all'uscita dell'opuscolo (riportata da Paese Sera) però, riguarda l'inserto pubblicitario nelle ultime due  pagine del vademecum: la soluzione ideale per la propria sicurezza? Il Gps PeTra dal costo base di 300 euro, "un dispositivo tecnologico all’avanguardia dotato di un localizzatore Gps e di un tasto di allarme, il KeyFob, in grado di inviare una richiesta di soccorso ad una centrale operativa, attiva 24 ore su 24, fornendo le coordinate Gps per un’accurata ed immediata localizzazione dell’emergenza".


    A

    lunedì 11 luglio 2011

    Lo avrei chiesto ad Aldo

    Per quanto sintetica, a leggere in questo articolo di Repubblica Bologna la storia del figlio del Migliore (interessanti anche le versioni Gazzetta e TRC), morto a Modena qualche giorno fa dopo 30 anni di ricovero in struttura, si intuisce di più di un'epoca, quella che ha visto protagonista Togliatti alla guida del PCI, di molti saggi che del Migliore ne ricostruiscono la vicenda pubblica.

    Aldo Togliatti
    Naturalmente a me è venuta subito in mente la discussione tra John Reed e Grigory Zinoviev in Reds, il filmone di Warren Beatty dedicato al giornalista e rivoluzionario autore de "I dieci giorni che sconvolsero il mondo". Il dialogo tra i due si svolge nella fase in cui - secondo Beatty - inizia per Reed la disillusione nei confronti di quel che avrebbe dovuto essere il sol dell'avvenire e i suoi artefici. Jack (Reed) è in Russia ma vorrebbe rientrare negli Usa per Natale per ricongiungersi con Louise Bryant, la sua compagna. Zinoviev invece gli impone di restare in Russia in aiuto alla rivoluzione in pericolo: la rivoluzione e il partito vengono ben prima della vita personale.

    Online il dialogo tra i due si trova solo in inglese, ecco tradotta la parte che mi interessa.

    Zinoviev: “E chi stabilisce qual è la verità? Tu o il Partito? Qual è l'obiettivo della tua vita, parlare solo a te stesso?"
    Reed: “Non lo devi dire tu quale sia l'obiettivo della mia vita!”
    Zinoviev: “La tua vita? Mi pare tu non abbia ancora deciso a cosa deve essere dedicata. Vedi te stesso come un artista e allo stesso tempo un rivoluzionario. Come l'amante di tua moglie e allo stesso tempo il portavoce del Partito in America.”
    Reed: “Zinoviev, se voi non pensate che un uomo possa essere un individuo e allo stesso tempo servire la collettività, parlare per il proprio Paese e l'Internazionale insieme, o amare la propria donna e insieme essere fedele alla rivoluzione, allora avrete in mano un uomo che non può dare nulla di sè.”
    Zinoviev: “Sei disposto a dare tutto te stesso per la rivoluzione?”
    Reed: “Se separi un uomo da ciò che ama ciò che otterrete sarà eliminare ciò che lo rende unico, e se eliminate questa unicità, eliminate il dissenso.”
    Zinoviev: “Compagno Reed!”
    Reed: “ E se eliminate il dissenso, uccidete la Rivoluzione. La rivoluzione è il dissenso!"

    Chissà se il Migliore la pensava più come Zinoviev o come Reed.
    Potendo, lo avrei chiesto ad Aldo.



    Articolo da La Gazzetta di Modena del 12-07-2011

    L'articolo da L'Unità del 12 luglio 2011.

    giovedì 7 luglio 2011

    Quel che resta del pozzo

    Un breve spezzone tratto dal film-documentario del 2006 "The Oil Crash: Un futuro inquietante" realizzato dal giornalista svizzero Basil Gelpke insieme a Ray McCormack.
    Il film (60 min circa, qui su YouTube) affronta il tema della dipendenza dal petrolio della nostra civiltà.

    Nello spezzone si vede quel che resta di alcune zone del mondo (Texas, Venezuela e Azerbaigian) una volta esauriti i pozzi petroliferi.
    Inquietante. Il presente, ovviamente.

    A guardare nei ricordi è già oggi

    Fa un certo effetto vedere questo signore - oggi sessantenne - e ripensare a come eravamo.

    Francesco De Gregori in una recente immagine tratta dal suo sito ufficiale
    Già, come eravamo?
    Più o meno come si vede nelle immagini sotto.
    Anche se - per me - non era il '56, ma il periodo a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta.

    A Berlino
    A Roma (in gita, come giusto)
    Naturalmente, "a guardare nei ricordi sembra ancora ieri", ma senza alcuna nostalgia perchè tanto "non ritorna mai più niente".


    Bella ragazza, begli occhi e bel cuore,
    bello sguardo da incrociare,
    sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare.
    Accompagnarti per certi angoli del presente,
    che fortunatamente diventeranno curve nella memoria.
    Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente,
    ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria.


    Non posso negare però un lieve riflusso del cuore guardando la foto pubblicata nell'articolo che ha dato origine a tutto questo. E' la copertina dell'album del 1978: "De Gregori". Quel ragazzo che calcia il pallone giocava per un'intera generazione. E chissà se allora lui lo capiva.


    Ma il gioco della memoria finisce qui. Perchè nel già citato articolo (sempre lo stesso, sempre quello che ha dato origine a tutto questo), l'autore, Marco Lodoli (uno che col '56 c'entra davvero), non si balocca affatto tra le curve della memoria ma, semmai, accompagna il lettore in certi angoli del presente.
    Che poi, ancora, sono anche i miei.
    Visto che parla dell'unico che riconosco come erede assolutamente contemporaneo della tradizione (tu sei un, ah, ah, cantautore...): Vasco (non quello Nazionale, che non ho mai sopportato, ma Vasco Brondi, meglio noto come Le luci della Centrale elettrica).

    Lavarsi i denti con le antenne della televisione
    ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi
    con le nostre discussioni serie
    si arricchiscono solo le compagnie telefoniche

    Uno che sa raccontare benissimo il nostro tempo. 
    E probabilmente, per quel che ne posso capire io, la sua generazione.

    E' vero, non ritorna mai più niente, ma per fortuna comincia sempre qualcosa.

    Vasco Brondi in una foto di Ilaria Magliocchetti Lombi

    mercoledì 6 luglio 2011

    Io e l'amico Mimmo

    L'editoriale di Giovanni De Mauro per l'ultimo numero di Internazionale, fa ottimamente il paio con l'intervista del Tg3 del 30 giugno 2011, edizione delle 19, ai due esponenti dei Responsabili (da oggi si chiameranno "Popolo e Territorio") Domenico Scilipoti e Antonio Razzi, membri della attuale maggioranza di governo.
    D'accordo, l'intervista del giornalista del TG3 è da vero furbacchione, ma attenti ai quei due per i quali, ogni commento è superfluo.
    Forse.

    L’Europa è sull’orlo del precipizio, e noi con lei. La crisi greca rischia di trascinare con sé banche, industrie, monete, governi, un intero continente. Le possibili soluzioni non sono chiare e in tutte le capitali europee le discussioni sono aspre e spesso accompagnate da manifestazioni e scontri di piazza. In Italia, invece, gli argomenti del giorno sono altri. L’inchiesta sulla P4. Il dibattito sulle intercettazioni. L’emergenza rifiuti a Napoli. La nomina del nuovo direttore ad interim del Tg2. Lo sciopero della fame di Pannella. Il buco di bilancio del comune di Milano. Le tensioni all’interno della Lega. La nuova manovra economica. Il rinvio a giudizio di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Il progetto di trasferire alcuni ministeri al nord. Non che non siano temi importanti. Ma l’indifferenza dei nostri politici per l’Europa è strana. Probabilmente sono tranquilli perché sono in possesso di informazioni che noi non abbiamo. Sanno che all’Italia non potrà capitare quello che sta succedendo alla Grecia. O invece sono sereni perché non sanno, non sono informati, non hanno ancora capito quello che potrebbe succedere. Oppure parlano d’altro per non farci preoccupare. Vogliono distrarci dalla catastrofe che arriva. Come l’orchestra sul ponte del Titanic. (da Internazionale n. 904 del 1 / 7 luglio 2011).