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venerdì 18 settembre 2015

Ritratto apocrifo di signora - Converso 02

Quasi due terzi degli emiliano-romagnoli abitano, vivono, lavorano, mangiano e dormono nell'area segnata dai 262 chilometri della via Emilia. “Tanto servì e tanto seppe questa strada, che la gente chiamò infine la regione dalla strada, non la strada dalla regione” ha scritto il bolognese Riccardo Bacchelli. La via Emilia è l’Emilia. Una regione unica - “il nord del sud e il sud del nord”- che da sempre ha fatto da collante all'Italia intera. Grazie a una raccolta di crowdfunding, grazie all'aiuto di due “esperti” incaricati di far tappa nei bar lungo la strada per stabilire quale siano #imiglioribardellaviaemilia, abbiamo ripercorso l'antica strada consolare romana da Piacenza a Rimini. Un viaggio picaresco per scoprire cosa ne è oggi, dopo 2200 anni, di una delle strade definite di recente da un quotidiano inglese (a dire il vero, più esperto di tette che di viabilità) “una delle venti più interessanti al mondo”. Un reportage che ben presto si è trasformato in un tour sentimentale, in qualche modo iniziato oltre trent'anni fa, di traverso all'Emilia - in definitiva una gran signora - e la sua via.




giovedì 17 settembre 2015

I miei video per Converso

I miei video reportage (da solo o in collaborazione) realizzati per il magazine Converso.

Qui il canale YouTube.


Vite da appassionati di BDSM, bondage e disciplina, dominazione e sottomissione, sadismo e masochismo. Insomma, il sesso vissuto come pratica a volte estrema. Come un gioco in cui l'atto sessuale vero e proprio è solo la conclusione di un lungo roleplay preliminare dove, accanto all'eccitazione dei sensi, si sperimentano violente emozioni che hanno più a che fare con la psiche (di ciascuno di noi).




Un universo perfetto, simmetrico, ma anche estremamente fragile. Soprattutto, al solito, perchè ci si mette di mezzo l'uomo. Viaggio nel meraviglioso mondo delle api, l'insetto che, a ragion veduta, possiamo considerare il "migliore amico dell'uomo".




Elisa, Elena e Patrizia fanno parte di un gruppo di una trentina di persone che si sono ritagliate un piccolo spazio in periferia per fare, insieme, una delle attività più antiche dell'umanità: coltivare. L'agricoltura familiare, compresa quella micro da terrazzi di città, sta ritornando in voga. Ma la crisi economica non c'entra. Piuttosto, è la voglia di piantare (le proprie) radici nella terra nell'epoca della rivoluzione digitale.




"Link" significa "legame", la teoria scientifica in base alla quale la crudeltà su animali è propedeutica e indissolubilmente connessa all'attuazione di comportamenti violenti e criminali anche nei confronti delle persone. Questo video racconta alcuni comportamenti deviati che vengono attuati sia sugli animali che sugli esseri umani.




C'è chi considera la legge 194, quella sull'interruzione volontaria della gravidanza, una "fabbrica della morte" e vorrebbe abolirla. E chi invece la difende a spada tratta come "una delle migliori leggi possibili". In realtà nessun politico oggi si sognerebbe di proporre l'abolizione della legge, però cresce il numero dei medici obiettori di coscienza, ormai quasi 2 su 3 sul territorio nazionale, e la sua applicazione diventa sempre più complicata. Un modo forse più subdolo per mandare in crisi quella che in moltissimi considerano, a quasi 40 anni dalla sua approvazione, una "legge di civiltà".




Proprio in questi giorni, per i fedeli musulmani di tutto il mondo, è cominciato il Ramadan, il mese del Digiuno. Lo festeggeranno anche molte donne, figlie di immigrati ma nate e vissute in Italia - e ormai italiane a tutti gli effetti - che hanno scelto di indossare il velo come simbolo identitario. Personale in primo luogo, ma anche di un'Italia che cambia, volente o nolente, segnata dalla contaminazione di culture differenti.




Essere gay può essere molto pericoloso. Nel mondo sono 91 i paesi in cui i comportamenti omosessuali, anche praticati in casa propria, sono illegali. In 7 di di questi è prevista la pena di morte. Ecco perché in Italia la richiesta di asilo per motivi di discriminazione sessuale viene generalmente accettata una volta che riconosciuta - anche grazie all'aiuto fornito da Arcigay - l'effettiva omosessualità del richiedente.




Per la prima volta nella storia della "rossa" Modena, il candidato sindaco del PD, Gian Carlo Muzzarelli, dovrà misurarsi al ballottaggio del prossimo 8 giugno con l'esponente del M5S Marco Bortolotti. Lo farà dall'alto del suo 49,7 per cento ottenuto al primo turno. Un risultato eccellente ma che in questa roccaforte dell'Emilia rossa rappresenta un campanello d'allarme. Ecco perché una quasi vittoria sembra più una grande sconfitta.




Cinque trentenni laureati, tutti lavoratori anche se precari, decidono di vivere insieme in una grande casa di campagna. Una scelta che per quattro anni li tiene uniti. Poi qualcosa cambia e il quintetto decide di dividersi. Ma solo un po'. Una storia di ragazzi e ragazze che cercano di rispondere a loro modo, facendo gruppo, al bisogno di sentirsi meno soli in una società dove è sempre più difficile riuscire a mettere in piedi una nuova famiglia.




Viaggio nel mondo della tossicodipendenza da sostanze psicotrope.




La storia di Manuela, e titolare di un negozio di biancheria intima e di un wine bar unici.




"Esserci" nell'epoca dei social network.




Vite da pole dancer.

mercoledì 16 settembre 2015

Il morto continua a camminare - Converso 01

A fine anni Settanta esce in Italia in un'edizione pirata "Il morto" di Georges Bataille. Si tratta di un racconto postumo che sviluppa alcuni dei suoi temi classici: l'erotismo, la morte, la trasgressione. L'artista modenese Daniele Lugli se ne innamora subito e insieme all'amico Paolo Montanari riduce in forma di fotoromanzo l'opera dello scrittore e filosofo francese. Da qui comincia la lunga odissea tra Italia e Francia per tentarne la pubblicazione. Nonostante all'epoca goda del pieno sostegno di personaggi come Roland Topor del Movimento Panico, il fotoromanzo resta ancora oggi inedito. La vicenda de "Il morto" è dunque la storia di una sconfitta. Dopo due anni di tentativi, Lugli e Montanari gettano la spugna e si rassegnano a lasciarlo in un cassetto. E' la resa. Invincibile. Come quella dell'intera generazione di cui hanno fatto parte.


giovedì 26 marzo 2015

Scemi di guerra

Come ogni altro luogo abbandonato, l’ex manicomio di Colorno, nel parmense, è popolato da fantasmi. Con una differenza fondamentale: le ombre che oggi abitano le camerate fatiscenti di questo enorme labirinto sono stati fantasmi anche in vita.

 Dall’apertura del manicomio, nel 1873, fino alla chiusura definitiva una ventina d’anni fa, sono state circa 16 mila le persone ricoverate qui, tante quante le cartelle cliniche conservate nell’archivio storico dell’ex ospedale. Donne e uomini affetti da alcolismo, demenza, imbecillità, idiozia, cretinismo, paranoia, psicosi ciclotimica, schizofrenia, paranoia. L’intero campionario di malattie mentali conosciute dall’Ottocento ad oggi.


 Pazienti ricoverati alcuni per decenni, altri per pochi mesi. Come la maggior parte dei 285 militari che tra il 1915 e il ’18 transitano per questa struttura di retrovia, in preda a impazzimento per l’incapacità di dare un senso alla follia nella quale erano stati catapultati – morte, violenza, sangue, fango e merda – e che l’istituzione manicomiale era incaricata di recuperare nel più breve tempo possibile e rispedire, di nuovo “abili e arruolati”, al fronte.

Sono i cosiddetti “scemi di guerra”. Una definizione ormai dimenticata per contrassegnare queste vittime di situazioni talmente abnormi, un continuo “stato d’assedio” fisico e psicologico, tale da risultare insostenibile e portare alla follia. Un’espressione popolare che troverà a lungo eco nel bonario rimprovero che alcuni anziani ancora oggi ricordano: “Non fare lo scemo di guerra in tempo di pace”.

Continua a leggere su Converso il mio reportage, realizzato insieme a Martino Pinna, "Stato d'assedio permanente". 

Il video

martedì 1 aprile 2014

L'amante

Viaggio tra i meandri delle dipendenze. Ovvero, qualcosa che riguarda ciascuno di noi. Tra sostanze legali e illegali. Comportamenti vecchi e nuovi. Strumenti che crediamo di controllare, ma di cui invece finiamo per essere vittime. L'intero reportage su Converso.

lunedì 31 marzo 2014

Giochi di ruolo

Storie (precarie) d'amore e d'amicizia. Il video che accompagna il reportage di Converso "Precari da corsa". Ovvero: l’arte di sopravvivere ai tempi della crisi. Fra flessibilità forzata, lavoretti extra e contratti a tempo determinato, i giovani raccontano aspirazioni e scelte obbligate. Da chi pratica il cohousing per risparmiare a chi decide di scappare all’estero.

martedì 11 marzo 2014

She loves to pole


Stringere il palo per afferrare la vita. Così Sara ha sfidato i pregiudizi aprendo una scuola di pole dance. Dove le farfalle imparano a spiegare le ali. (l'intero reportage su Converso)

Emmanuelle


In pieno centro si trova lo storico negozio di lingerie supersexy di Emmanuelle, oggi anche Wine bar. A poche decine di metri, il secolare duomo patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco. Siamo in Corso Canalchiaro, Modena, la via del sacro e del profano (da Converso).

domenica 2 marzo 2014

Converso è online

Da ieri, 1 marzo 2014, è online il nuovo magazine digitale Converso. Un bel progetto nato da alcuni giovani giornalisti, videomaker e fotoreporter modenesi con un grande futuro davanti. Come spero abbia anche questa nuova iniziativa editoriale che presenta alcune caratteristiche davvero interessanti.

Il motto di Converso? Lo stesso di questo blog: Non esistono storie noiose, esistono solo cronisti noiosi.

I reportage di Converso non sono necessariamente legati all'attualità ma raccontano pezzi di società tali da comporre, nel loro insieme, una fotografia di quello che è il nostro mondo, oggi. Parte da Modena e racconta la provincia italiana come rappresentazione del Paese intero. Un'idea semplice ma efficace: in fondo l'Italia è un paese di provincie e campanili. Raccontarne uno, significa in qualche modo raccontarli tutti.

Tutti i reportage sono composti da foto, video e testo, sviluppati in maniera complementare.

Converso non ha né un editore né un proprietario, se non i giornalisti, i fotoreporter e e videomaker che lo realizzano. Naturalmente è fruibile in maniera del tutto gratuita, tuttavia il lavoro che sta dietro ai vari reportage richiede molte spese oltre che a impegno e dedizione. Ecco perché vale la pena contribuire a sostenere questa iniziativa editoriale.

Della quale, dimenticavo, anch'io faccio parte. Motivo in più per sostenerla.
;-)