sabato 29 settembre 2007

Babsi, tornata dalla guerra

A pensarci, sono milioni e milioni. Quasi tutte scomparse. Sono le parole che negli anni ho sparso per lo spazio etereo del web, o su quello quasi altrettanto impalpabile della carta stampata. 
Della dipartita della maggior parte di queste, mi interessa poco.
Non amo guardare indietro.

Di qualcuna mi dispiace però.
Mi spiace che nella rete, della lunga e bella intervista che feci su Granbaol a Babsi Jones nel 2003, si sia persa oggi traccia.
Allora lei curava Ex Jutopija, un blog monotematico che raccontava della ex Jugoslavia, delle sue arti, storie, musiche e culture facili a mischiarsi quanto a contrapporsi, ma soprattutto del suo rapporto viscerale con quella terra - l'eco viene facile - far away so close.

Dopo tanto andirivieni tra Milano e Utopia - sua personale, di un popolo che poi sono molti, di una "terra aspra e dolce quasi quanto la vita" - oggi Babsi è tornata.
Forse. E' molto tempo che la nostra breve amicizia virtuale è solo un ricordo.

In ogni caso ha scritto un libro pubblicato da Rizzoli: “Sappiano le mie parole di sangue”.
Leggo da qualche parte di "quattro donne chiuse in un condominio nell’assedio e nel pogrom dei serbi di Mitrovica".
Ne so poco altro.
Per caso sono incappato in una brevissima recensione ieri sera.
L'ho ordinato stamattina in libreria.
Lo leggerò la prossima settimana.

Intanto però, recupero qualche decina di parole dall'oblio del passato.
Di quella intervista.
Parole sue, non mie, ma poco importa.

La ex-Jugoslavia è un labirinto senza fine: scriverne seriamente significa accettare di entrare nel labirinto e di perdercisi con pazienza. Con competenza, che si acquisisce camminando per il dedalo, e una dose di umiltà gigantesca: a cominciare dalla lingua che io studio da tre anni e che è strumento irrinunciabile per intendere una cultura. Quello che il mondo jugoslavo ha da raccontarci è prima di tutto il valore del melting pot, ed i suoi rischi: ed è un tema inevitabile nel nostro “villaggio globale”. La ex-Jugoslavia insegna a comprendere come convivono le culture, arricchendosi vicendevolmente, o come possono urtarsi in conflitti senza fine, e a prezzo inimmaginabile. Insegna anche come nascono le dittature e gli imperi, le truffe storiche, le manipolazioni sociali, i falsi miti: tutti argomenti che ci riguardano da vicino e per cui i Balcani ci fanno da specchio, non di rado da specchio deformante. In seconda istanza, sono d’accordo con Paolo Rumiz: la ex-Jugoslavia, ed in genere il mondo slavo, è l’irrazionale che noi abbiamo perduto, l’imprevisto, l’immaginario, la contraddizione.

Sono luoghi dove le nostre false certezze si sgretolano, dove i fondali di cartapesta vengono giù come quinte patetiche. I Balcani sono il nostro inconscio, e viaggiarci attraverso è un esperimento fantastico. La ex-Jugoslavia, in particolare, perché é un caso al limite della geopolitica: pur non essendoci più è terribilmente presente: se ne scrive, se ne parla, ci si interroga sulla sua natura, non cessa d’esistere. Io studio una ex-lingua, una ex-letteratura. Ho a che fare quotidianamente con ex-cittadini di un ex-patria. Tutto questo richiama alla mente l’utopia, il luogo che non c’è. E’ anche un riferimento al paese di Tito, così come lo racconta anche Emir Kusturica: un tentativo di utopia penosamente naufragato, o meglio “spinto” verso il naufragio.

Ecco il book-trailer di "Sappiano le mie parole di sangue".

venerdì 28 settembre 2007

Non si fa, non si fa! 2

Secondo appuntamento con la mia personale top ten di video realizzati per zooppa. Eccone uno che amo particolarmente: il primo prodotto nella ormai lunga carriera zooppiana del duo GliZii. Bellissima la musica, la leggendaria These Boots Are made For Walking di Nancy Sinatra, fantastica interprete la zia. Divertenti le flip flop finite nel posto sbagliato...
Il contest era Havaianas, il titolo del video: Everything for my Havaianas.


La gara come carburante della creatività

Pubblico qui di seguito la traduzione di un ampio stralcio di un post di un blog che reputo molto interessante. Riguarda zooppa e ne avevo già accennato qui. Misteriosamente, ora l'articolo è scomparso. Ragione in più per riportarne alcuni parti in italiano.

Si parla spesso di qualità “compromessa” dal progressivo imporsi nell’universo della pubblicità dei cosiddetti amateurs, dilettanti in competizione coi professionisti. Che ne sarà della pubblicità come arte? Come tracciare i confini che definiranno in futuro “chi deve fare cosa”? Una delle ultime realtà del crescente-etereo-indefinibile mondo del Web 2.0 rende tutto questo discutere terribilmente fine a se stesso. Ci riferiamo a Zooppa: un social network, fondato su un meccanismo di gare che mettono in contatto aziende con utenti desiderosi di creare video e condividere idee pubblicitarie. Potrebbe anche non essere quella “rivoluzione” che zooppa afferma di voler essere, ma di sicuro è un’alternativa al tipico modo di fare pubblicità.

Zooppa interviene con il ruolo di intermediario amico tra clienti/creativi e le aziende.

Autoproclamatasi “la prima start up italo-americana della pubblicità, è l’energico, felice tentativo di creare un nuovo canale pubblicitario incubato dall’italiana H-Farm, la cui “H” sta per “Human”, (situata nei pressi di Treviso), un vero centro per la ricerca e l’innovazione in campi tecnologici e mediatici.

Zooppa – il nome è una combinazione di “soup” e della sua traduzione italiana zuppa – fa da tramite alle aziende che vogliono beneficiare del potenziale che una community come questa può generare ospitando delle gare dove gli Zoopper – una parola di fantasia per gli utenti registrati, diventata comunque veritiero vocabolo nell’universo linguistico del sito – possono contribuire con video, sceneggiature o idee poi votate dalla stessa crescente popolazione di zoopper.

Il più votato riceve un premio (reso noto all’inizio) che può variare da US $ 1 fino a US$ 8,000. Da tener presente che la moneta viene chiamata Zoop$ , ma diversamente dal denaro del Monopoli il valore di scambio è 1:1 ed è possibile incassare nel caso in cui si sia raggiunta una cifra di almeno 1000 Zoop$.

Ciò che non ho ancora compreso, forse non c’è nulla da comprendere, è cosa succede al video vincente. Non ci sono promesse di contratti televisivi o web galleries.
I vincitori e l’azienda sono semplicemente soddisfatti del processo e della potenziale fama.
Ciò che stupisce è il fatto che tutto questo possa essere ancora oggetto di accuse di speculazione e di sfruttamento da parte di coloro che si sentono offesi o minacciati da esperienze di questo tipo.

Eppure Zoppa è qualcosa di diverso. Non esiste infatti solo per ospitare gare e passare soldi da una mano all’altra trattenendone un po’ nelle proprie. Zoppa è totalmente concentrata sul processo e sull’attivazione della propria community.

Tutto questo lo testimonia un tizio, un capellone, che parla con un pesante accento americano conosciuto con il nome di BigZooppa.
BigZooppa non è solo il volto del sito, ma è anche il più efficiente Art Director che io abbia visto da molto tempo a questa parte. Egli organizza ogni gara – e non ce ne sono molte in modo da dare peso alla qualità piuttosto che alla quantità – con un unico video per ogni cliente che funziona come un brief animato e carico di caffeina (fortunatamente è possibile anche scaricare delle istruzioni da leggere per proprio conto senza alcuna voce invasiva).

A questo punto possiamo decidere se creare un video e inviarlo (questa è senz’altro l’opzione più divertente) o in alternativa proporre delle idee su quali altri possono lavorare.
Una caratteristica che ci conferma come Zooppa stia facendo qualcosa di unico.

La fase di ideazione di ogni progetto può essere la più ardua ma è proprio questa che distingue il grandioso dal grande.
Mi rendo conto che questo non sia un processo rigoroso ed alcune delle idee non si possono definire innovative.
Così come è altrettanto vero che è difficile trovare creativi disposti a mettere in piazza le proprie invenzioni e intuizioni. Al contrario essere discreti e protettivi è l’unico modo per mantenere un vantaggio sulla concorrenza.

Zooppa, rendendo disponibili simili strumento come, appunto, di solito non accade, rende ovvia l’intenzione di distinguere questi “temuti dilettanti” dall'universo dei professionisti.
E’ abbastanza singolare, ma proprio per questo atteggiamento rilassato, percepiamo Zooppa come non pericoloso. Piuttosto: decisamente divertente.

Durante un weekend un mio amico, che di tanto in tanto fa il programmatore, mi ha inviato una mail su Zooppa . Nonostante non avessi molto tempo libero, ho trascorso quasi l’intero pomeriggio sul sito.

Il contenuto di Zooppa risponde a reali necessità di reali aziende, attraverso la sempre più evidente affermazione: “La gente vuole creare, ha solo bisogno di una scusa per farlo”.
Il contesto forse non è ideale, il processo difettoso e il risultato magari al di sotto della norma, ma qui si può vivere un’esperienza di creatività generosa – sicuramente alimentata dalla possibilità di fama virtuale e di un migliaio di dollari come ricompensa – che dovrebbe però essere incentivata, apprezzata, di sicuro non messa ai margini e temuta.

Le gare, nella loro miriade di forme hanno trasformato la creatività in uno sport competitivo dove le persone hanno voglia di partecipare.
E’ inevitabile, siamo in un’epoca dove ciascuno di noi ha voglia di mettere in mostra se stesso e le proprie capacità.
Le gare allora, sono solo una buona scusa.


giovedì 27 settembre 2007

Non si fa, non si fa! 1

Lo so che proprio non dovrei. Non è proprio il massimo che chi lavora dentro zooppa faccia trasparire la propria preferenza per questo o per l'altro tra i lavori postati dai membri della community.

Però.... però non resisto, perché anch'io come e quanto tutti coloro che dove aver conosciuto zooppa se ne sono innamorati, sono guidato dalla passione prima che dal cervello. E, in qualche modo, il mio rapporto verso i vari video (ora anche i print ads) è lo stesso di un qualsiasi utente: "bello, no deludente, FANTASTICO, mediocre, ecc. ecc.".

Ecco perché ho deciso di rendere pubblica worldwide la mia personale top ten: i miei dieci video preferiti di sempre. Quelli che guardo e riguardo ed ogni volta apprezzo. Non in ordine di preferenza (anche se uno in particolare è il mio number one), ma mischiati a casaccio.
Alcuni di questi si sono piazzati tra i primissimi posti nei vari contest, altri non hanno vinto niente (a dimostrazione che perfino per me è impossibile vestirmi da Deus ex machina con l'infernale meccanismo di zooppa).

Una sola nota: la top ten riguarda solo i contest già chiusi. Da Pago a ritroso, quindi.
Per quelli in corso, ovviamente, non mi pronuncio. Lo farò forse tra qualche mese.

Ecco intanto uno dei miei faboulous ten. Il contest era Osé, l'autore Loki, il titolo: It's a dirty job.
Buona visione.


Il Corto, Lara ed io, di nuovo a Venezia

Due vecchi miti tornano in visita dalle mie vite passate reclamando ancora una volta attenzione.

Lo scenario di sfondo è Venezia e loro sono il Corto e Lara.

Corto Maltese è stato il compagno fedele di tante avventure reali o (assai più spesso) immaginarie della mia infanzia e adolescenza.
Conservati con cura maniacale, fanno ancora oggi bella mostra di sè sugli scaffali della mia libreria le prime edizioni delle avventure dell'anarchico marinaio veneziano. Uno a cui, ragazzino, avrei voluto assomigliare con tutte le forze.

Tomb Raider II, il palcoscenico di Lara Croft, è invece stato l'unico videogame al quale abbia dedicato i miei giorni e le mie notti. Ma non tutta la saga, proprio solo quello: il secondo episodio, dove Lara (ed io) abbiamo corso rischi incredibili perdendoci tra le calli veneziane sulle tracce del pugnale di Xian.

Il Corto, Lara, Venezia (mai provato a vagarla velata di neve e nebbia in una notte invernale? Se ancora non lo siete, potreste innamorarvene in maniera struggente...): tutta roba che tocca la "pancia", l'emozione pura.

E' esattamente questo insieme scomposto e intenso allo stesso tempo di buone vibrazioni che mi hanno colpito allo stomaco quando i "cugini" di H-Play (un'altra delle aziende incubate da H-Farm come zooppa), mi hanno raccontato di TheRuyi, il progetto a cui stanno lavorando in vista del lancio ufficiale previsto per il 1° dicembre.

Il Ruyi (che sarebbe poi il leggendario scettro che Marco Polo avrebbe consegnato al doge al suo ritorno dall’Oriente) è prima di tutto un gioco a cui partecipare armati solo di un quaderno - che fa da guida cifrata per recuperare l'antico scettro scomparso - e del proprio cellulare, indispensabile per decodificare il quaderno stesso inviando e ricevendo sms.

Insomma, una caccia al tesoro in piena regola attraverso i misteri e le leggende di una Venezia, è il caso di dirlo, "come non l'avete vista mai".
Un gioco. Ma anche un modo completamente diverso di fare turismo, di interagire con l'ambiente, di venire a conoscenza di luoghi e voci (sono sessanta le storie raccontate nel quaderno del Ruyi) nascosti o dimenticati di una Venezia, incredibilmente, "solo per pochi intimi".

Il 1 dicembre 2007 cinquecento “eletti”, suddivisi in coppie, partiranno alla ricerca dello scettro tra le calli e i canali della più bella città del mondo. Per poter essere tra questi bisogna intanto lasciare la propria mail al sito di TheRuyi.

Io ci sarò.
Con Lara e il Corto.

mercoledì 26 settembre 2007

Big Zooppa at the GhiradaBarcamp

Finally published the whole photoshoot!


Le vite degli altri 2

Non è certo l'unica professionista che partecipa con i propri lavori ai contest di zooppa. Ma di lei, Sylvie, Art Director e Graphic Designer, mi ha colpito il fatto che abbia disegnato alcune copertine de Il Mucchio Selvaggio, storica rivista del rock italiano. Da ragazzino, quasi una lettura obbligata come neanche I promessi sposi.
Qui sotto, una delle copertine disegnata da Sylvie.

martedì 25 settembre 2007

Gioielli

Non intendo assolutamente prender parte al gran ciarlare (al solito, tutto a suo vantaggio) che si sta già facendo sulla nuova campagna shock di Oliviero Toscani che vede come protagonista la modella anoressica Isabelle Caro.

Ieri sera ne parlavo con un amico fotografo di moda che mimava - col cinismo di chi ritiene di saperla lunga - un'immaginaria discussione tra Toscani e l'ufficio marketing del marchio di abbigliamento che la campagna pubblicizza.

Insomma, lui era uno di quelli "contro" Toscani e queste sue uscite.

Io non mi pronuncio. Solo, mi ha fatto tornare in mente "D&G", una rubrica che io e il mio amico Geppi Sanna, dolce scrittore, poeta e rocker, realizzavamo settimanalmente (ormai una vita fa) per la defunta blog-zine Granbaol.

Nell'immagine qui sotto, un esempio: "Gioielli".

Spacheti al dente

Quelle belle pubblicità demenziali made in Japan che fanno sempre la loro figurona.

Le vite degli altri 1

E' sempre divertente portare alla luce qualche retroscena sulle "vite degli altri" (tanto per fare il verso al bellissimo film di Florian Henckel von Donnersmarck). Vizio professionale: curiosità da giornalista.

Ad esempio ieri, stimolato da un commento lasciato su zooppa da Mirinni, ho scoperto che uno zoopper, Vitopal, fa parte della troupe (in questo caso, a quanto capisco, come responsabile del casting) di un film in uscita nelle sale tra un paio di giorni: H5n1, diretto da Roberto De Feo, giovanissimo regista barese con già qualche importante realizzazione alle spalle.

Vito però è regista a sua volta e ha realizzato almeno un film: "35 mm". Su Occhi sul cinema" è possibile leggere una sua intervista.

A Roberto, i migliori auguri per il successo del suo film.
A Vito (certo, molto più modestamente) quelli per il suo video in gara su zooppa.

lunedì 24 settembre 2007

Big big money for all of you



Ecco Big Zooppa che in video presenta al mondo intero zooppa al GhiradaBarcamp. Imperdibile!

Grazie a voi!

Il fantastico staff di theBlogTv protagonista al barcamp
Un saluto e un abbraccio a tutti voi.
Un salutone (e un grazie!) anche a Daniela Cerrato, responsabile editoriale di Alice.

Come vincere su zooppa

Ogni tanto leggo le periodiche critiche di qualche zoopper che si lamenta del sistema di voto su zooppa, del fatto che "ci vorrebbe una giuria" (c'è: il Big Zooppa Award), della triste necessità di farsi un po' di marketing (ahinoi, che brutta cosa!) chiamando gli amici e non solo "sennò non si vince".

Allora, a tutti consiglio la lettura di questo illuminante post pubblicato da Ja Konrath, uno scrittore di thriller americano, sul suo blog. Si intitola "formiche e cicale".

Ecco l'incipit: "La settimana scorsa ho ricevuto 85 email da persone che non conoscevo. Per loro, però, io non ero un estraneo. Alcuni scrivevano per dirmi che gli piacevano i miei libri, per chiedermi un consiglio o per segnalarmi dei siti interessanti. (...) Cosa ho fatto io per meritarmi tutta questa attenzione? Assolutamente nulla. Ho passato il tempo seduto alla scrivania a riorganizzare la mia libreria di ITunes.
La morale di questa storia è che se lavori duramente per costruirti un nome, non dovrai poi faticare 24 ore al giorno e 7 giorni su 7: ci sarà una macchina efficiente che lo farà per te.
Ricordate la vecchia favola della cicala e della formica? La cicala pensava che per avere il futuro assicurato bastasse scrivere un buon libro.
La formica sapeva che scrivere un buon libro è solo l'inizio e che doveva fare in modo che tutti lo conoscessero, costruendosi un marchio di fabbrica e lavorando sulla propria riconoscibilità. Aveva ragione la formica
".

Segue una lunga serie di consigli su come "crearsi un marchio", "spargere la voce su ciò che si è fatto e si sta facendo", costruire una fedele personal-community di amici, seguaci ed estimatori.

Infine: "La formica è diventata un'autore da best-sellers e si è fatta una storiella con Angiolina Jolie e Catherine Zeta-Jones. E che ne è stato della cicala che nella sua beata ignoranza credeva che bastasse solo scrivere un bel libro? E' andata a un'unica conferenza solo per lamentarsi tutto il tempo, ha fatto due presentazioni nella sua città ed è stata fatta fuori dal suo editore perché vendeva poco. E alla fine è morta. Fate voi."

Con tutte le differenze del caso, su zooppa è un po' la stessa cosa, e anche se i meccanismi di auto-promozione sono un po' diversi da quelli descritti da Konrath, perché mai "fare un buon video" dovrebbe essere di per sé sufficiente per vincere? 
In fondo Internet è speculare alla realtà, funziona alla stessa maniera.

Meglio dare ascolto a una formica. 

domenica 23 settembre 2007

Big Zooppa meets Salvatore Aranzulla

Al GhiradaBarcamp, due protagonisti della rete si stringono la mano: Big Zooppa e Salvatore Aranzulla, il golden boy del web italiano. Ovviamente, il fotografo ufficiale ero io.

A big big star shines at the GhiradaBarcamp

Le immagini che seguono testimoniano un evento eccezionale: la visita di Big Zooppa al GhiradaBarcamp di Treviso. L'intero servizio fotografico sarà pubblicato a breve su Flickr. Intanto, eccone un piccolo assaggio.


Big Zooppa si registra al Barcamp



L'incontro casuale con un grande zoopper: Gilberto



Big Zooppa intervistato da Ilaria Nicosia per TheBlogTv



Big Zooppa scruta pensieroso l'orizzonte e i giorni che lo attendono dopo l'eccezionale evento della sua visita alla Ghirada

venerdì 21 settembre 2007

An age of creative generosity

It's maybe one of the most intriguing articles ever written about zooppa: The Contest as Fuel for Creativity.

The author doesn't simply report our model, but tries to focus zooppa asset in the growing market of User Generated Advertsing. Points out what she/he holds as our differences (Zooppa as a "friendly intermediary" between companies and a "gullible guy or gal that gets creative knickers around the world in a bunch") and many others examples of "brands engaging their audience".

"Zooppa - she/he writes - doesn’t exist simply to host contests and pass money from one party to the other, with some of it staying in their hands. Zooppa is fully invested in the process and in kick starting its community. This is cleverly embodied by a screaming, long-haired, heavy-accented dude that goes by the title of BigZooppa".

Of course, I totally agree about what follows: "BigZooppa is not only the face of the web site, he is probably the most effective Art Director I have seen in a long time".

The part about the possibility of submitting concept has to 
be reported in its feature-length: 
"A feature that blew my mind and where I conceded that Zooppa was on to something unique. The ideation and concept phase of any project can be one of the most arduous and is what (I think) separates the great from the good. And here you have a public brainstorm session available to anyone willing to rollover an image (which serve as mini moodboards). Granted, this is not a rigorous process and some of the ideas are not groundbreaking, but neither advertising nor graphic design have ever embraced an open source approach. On the contrary, being secretive and protective is the only way to keep an edge over the competition. With the tools of the trade now widely available and embraced, it was down to our intellect and imagination to separate us from those dreaded amateurs, but when this part of the process is served free, then we might start running into trouble. Oddly enough, in its laid back attitude, Zooppa feels harmless. And wildly entertaining."

Conclusions? According to the author: "People want to create, they just need an excuse". Each contest is that excuse. The whole zooppa is maybe a big big excuse.  "Contests are just an incentive. Do the means justify the end?". An easy answer to me...

Quoting the author the last time: "We are experiencing an age of creative generosity that should be absorbed and enjoyed not marginalized and feared"!

As our zoopper Voilàzooppa ends each one of his comments on zooppa (such as the interview we made him): "Enjoy zooppa".

Gangsta design

Ok, lui è un designer professionista che ha realizzato questo video per promuoversi. Ma molti zoopper potrebbero tecnicamente realizzare qualcosa di simile (un viral video che su YouTube ha già raggiunto le 100.000 visite) e magari anche di più bello. E probabilmente pure altrettanto virale.

Il tipo si chiama Kyle T Watkins e su questo video ci ha fatto pure un po' di business collaterale vendendo gli mp3 della canzone (di un gruppo che si chiama 99c) e t-shirt su Cafepress.

All you need is a brilliant idea.



via: ExperienceCurve

Find out the difference


A print ad for Bavaria beer...


...and antoher one for Sol beer.



Different target? Uhm, maybe different style.

Via: 2wenty4our

giovedì 20 settembre 2007

Be simple

Simple, incisive, plain speaking a print-ad campaign by Fed-ex. Fed-Ex? as quick as a sms...
Be creative=be simple.



via: Adarena

Zopa alla Zooppa

Zopa, il servizio di Social Lending (prestito sociale) nato in UK, per lanciare la propria attività in Italia, ha dato vita a un contest del tutto simile al modello si zooppa: gli utenti dovranno realizzare video, animazione flash, grafiche e idee per "lo sviluppo di campagne di comunicazione al fine di promuovere il servizio Zopa in Italia".

L'unica vera differenza è che Zopa fa un po' la preziosa: i creativi che vorrebbe realizzassero qualcosa devono essere "designer, copywriter, stilisti, artisti, professionisti, studenti delle facoltà di architettura, di comunicazione e degli istituti di design".

A Zopa, i migliori auguri da parte di Zooppa.
:-)




Fonte: Spotanatomy

Il Web 2.0 non solo esiste, cresce pure

Punto Informatico pubblica oggi un'intervista a Emanuele Quintarelli, uno dei "motori" più vivaci di una nuova cultura della rete in Italia.
Tra gli esempi citati da Emanuele per rappresentare il web 2.0 italiano c'è anche Zooppa:
"Un esempio molto promettente è Zooppa, azienda italoamericana che fa social advertising permettendo agli utenti di creare sia il concept che gli spot per promuovere aziende e prodotti in modo decisamente fresco ed innovativo. Nel loro caso il risultato sembra essere già arrivato, con una lunga lista di aziende importanti (Rai.tv, Alice, Citroen, Pago etc) che sponsorizzano i contest".

Ghiradabarcamp

Giocando praticamente in casa, sono molto contento di partecipare sabato prossimo al Ghiradabarcamp.
A chi vorrà ascoltarmi, proporrò un intervento sul social advertising, la "pubblicità dal basso" che, oltre ad essere il core business di zooppa, io sono convinto possa rappresentare una fetta importante della costumers' revolution in corso (per chi se ne è accorto).
Ci si vede sabato a Treviso.

mercoledì 19 settembre 2007

Heinz toothpaste?

Heinz ketchup launched many months ago a contest on YouTube asking people to make a a commercial for the chance of winning $57,000. Someone of them went the whole hog to find his own way to express creativity.
I didn't imagine Heinz could be so useful...

The philosopher kings

An odd I learnt yesterday: four people of the Zooppa team studied Philosophy at the University. They are Jack (our Project Manager), Nick (the wizard of Ruby on Rails), Jules who was involved in the beginning of our adventure, and - of course - me. Ops... something like Plato's Republic: the "philosopher kings" as "those who love the sight of truth".
:-)

martedì 18 settembre 2007

Puntata pilota Zooppa Channel News

video


La puntata pilota fatta un po' così - più che altro per divertirci - di quello che potrebbe essere il tg di zooppa. Ideazione e regia sono del Cucugiangi.

lunedì 17 settembre 2007

Nick Koudis

Visto che abbiamo lanciato su zooppa il nuovo canale print ad, se c'è uno a cui mi ispirerei dovendone realizzare uno per il contest in corso (Citroën C1 Deejay) o per quelli futuri che ospiteremo, beh quello è Nick Koudis. Qui una galleria di alcuni dei suoi lavori.

Zooppa coffee

A fine novembre sarò a Milano per partecipare al convegno internazionale Web2Oltre, "Il web 2.0 al servizio del marketing e della comunicazione".

Anche se per quanto mi riguarda i dettagli del programma sono ancora da definire, parteciperò alla tavola rotonda "User Generated Advertising: nuovi formati, nuovi modelli, nuove metriche di pubblicità sul web 2.0".

Se nell'occasione qualcuno ha voglia di bere un caffé insieme, basta faccia un fischio.

domenica 16 settembre 2007

Piccole emozioni

Qualche anno fa, in un'intervista, Sting dichiarò di aver avuto per la prima volta la percezione reale del suo successo passeggiando per strada e sentendo un operaio fischiettare "Roxanne".

Con tutte le differenze del caso, ieri ho provato una certa emozione nell'incrociare durante una manifestazione una gentile sconosciuta zooppa-vestita.