martedì 1 aprile 2014

L'amante

Viaggio tra i meandri delle dipendenze. Ovvero, qualcosa che riguarda ciascuno di noi. Tra sostanze legali e illegali. Comportamenti vecchi e nuovi. Strumenti che crediamo di controllare, ma di cui invece finiamo per essere vittime. L'intero reportage su Converso.

lunedì 31 marzo 2014

Giochi di ruolo

Storie (precarie) d'amore e d'amicizia. Il video che accompagna il reportage di Converso "Precari da corsa". Ovvero: l’arte di sopravvivere ai tempi della crisi. Fra flessibilità forzata, lavoretti extra e contratti a tempo determinato, i giovani raccontano aspirazioni e scelte obbligate. Da chi pratica il cohousing per risparmiare a chi decide di scappare all’estero.

martedì 11 marzo 2014

She loves to pole


Stringere il palo per afferrare la vita. Così Sara ha sfidato i pregiudizi aprendo una scuola di pole dance. Dove le farfalle imparano a spiegare le ali. (l'intero reportage su Converso)

Emmanuelle


In pieno centro si trova lo storico negozio di lingerie supersexy di Emmanuelle, oggi anche Wine bar. A poche decine di metri, il secolare duomo patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco. Siamo in Corso Canalchiaro, Modena, la via del sacro e del profano (da Converso).

domenica 2 marzo 2014

Converso è online

Da ieri, 1 marzo 2014, è online il nuovo magazine digitale Converso. Un bel progetto nato da alcuni giovani giornalisti, videomaker e fotoreporter modenesi con un grande futuro davanti. Come spero abbia anche questa nuova iniziativa editoriale che presenta alcune caratteristiche davvero interessanti.

Il motto di Converso? Lo stesso di questo blog: Non esistono storie noiose, esistono solo cronisti noiosi.

I reportage di Converso non sono necessariamente legati all'attualità ma raccontano pezzi di società tali da comporre, nel loro insieme, una fotografia di quello che è il nostro mondo, oggi. Parte da Modena e racconta la provincia italiana come rappresentazione del Paese intero. Un'idea semplice ma efficace: in fondo l'Italia è un paese di provincie e campanili. Raccontarne uno, significa in qualche modo raccontarli tutti.

Tutti i reportage sono composti da foto, video e testo, sviluppati in maniera complementare.

Converso non ha né un editore né un proprietario, se non i giornalisti, i fotoreporter e e videomaker che lo realizzano. Naturalmente è fruibile in maniera del tutto gratuita, tuttavia il lavoro che sta dietro ai vari reportage richiede molte spese oltre che a impegno e dedizione. Ecco perché vale la pena contribuire a sostenere questa iniziativa editoriale.

Della quale, dimenticavo, anch'io faccio parte. Motivo in più per sostenerla.
;-)

giovedì 30 gennaio 2014

Happy birthday, Mr President

Naturalmente, a guardare nei ricordi sembra ancora ieri. Però è passato esattamente mezzo secolo. Per esempio, JFK è stato ucciso a Dallas solo due mesi prima che nascessi. Quel giorno stesso, il 22 novembre 1963, i Beatles pubblicavano il loro secondo album "With the Beatles" (Close your eyes and I'll kiss you, tomorrow I'll miss you, Remember I'll always be true). Io veramente da bambino preferivo Sinatra e passavo ore ad ascoltare soprattutto "Stranger in the night". Appena ho avuto minima facoltà di intendere e di volere, mi sono subito appassionato dei film di Bogie e andavo matto per Jerry Lewis, in coppia o meno con Dean Martin. Nel 1964 poi, Che Guevara giocava a scacchi e faceva il Ministro dell'Industria a Cuba. Il '68 era parecchio lontano, lo sbarco sulla luna pure, e anche Italia-Germania 4 a 3. Mi piacerebbe dire che ne ho un vago ricordo, ma non ne sono sicuro. Forse son cose che ho rivisto a posteriori. Di certo invece ho bene impresso nella mente il primo match Frazier-Alì, 8 marzo 1971, quando Frazier sconfisse il campionissimo, Alì nel celebre Fight of the century. Io avevo solo 7 anni appena compiuti. Tv in bianco e nero e occhi incollati allo schermo. E un gran dispiacere perché Muhammad Alì era già un mito per il sottoscritto. Come cavolo si permetteva, quell'altro, Joe Frazier?

Saltando poi tutti gli anni Settanta, molto significativi soprattutto grazie alla scoperta del Corto, ma lontani quanto i Sessanta, arriviamo direttamente agli Ottanta. Che invece, mi sembrano molto più vicini al presente. Non solo perché ero decisamente più grandicello, cosa ovvia, ma perché in fondo la coda di quegli anni la stiamo vivendo ancora oggi, mi pare. Ad esempio mi ricordo le prime trasmissioni di Canale 5, visibili solo nella zona di Milano. Cose non molto diverse da oggi, son sicuro. Anche se, ci tengo a precisarlo, Canale 5 & compagnia (Rai compresa) non li guardo da una vita, visto che non ho la tv e manco mi interessa minimamente riaverla.

Però JFK è morto da 51 anni. Silvio è ancora vivo e lotta con noi. E qualcosa vorrà pur dire.

Chiudo: tra i molti auguri ricevuti oggi, ne segnalo alcuni che mi sono particolarmente cari. Qualcuno di questi, anche da gente che non frequento più da un pezzo. Ma i veri amici non si scordano mai di te, per quanto tempo possa passare.




Ecco il più caro, un doodle tutto per me! Insomma, gli auguri personali di Brin & Page, che mi danno anche qualche buon consiglio, particolarmente utile in una giornata come questa: "Dal Corallo di Trapani alla Fontina valdostana, esplora il meglio del Made in Italy".




sabato 25 gennaio 2014

Come e perché Internet ha ucciso William Shakespeare

Quand'ero piccolo, mi innamoravo di tutto, correvo dietro ai cani e leggevo i sonetti di Shakespeare. Tipo questo, il LXV:

Se bronzo, pietra, terra e mare sconfinato 
sono travolti dal potere spietato della morte, 
come potrà opporsi la bellezza a tanta furia 
se il suo vigore è pari all'anelito di un fiore? 
O come potrà reggere il fresco alito d'estate 
alla rovinosa stretta dei martellanti giorni, 
se rocche invulnerabili non sono tanto solide 
né porte d'acciaio salde al rovinar del Tempo? 
O tragico pensiero! Dove, ahimè, nascondere 
al forziere del Tempo il suo più bel gioiello? 
Qual possente mano potrà frenarne il lesto passo? 
O chi saprà vietargli lo sterminio di bellezza? 
Ahimè, nessuno, se potere non avrà questo miracolo: 
che in nero inchiostro l'amor mio splenda sempre luminoso.


Be', non ero proprio piccolissimo quando leggevo Shakespeare. Avevo già smesso di correre dietro ai cani. Ma non a innamorarmi di tutto. Il sonetto LXV mi è tornato in mente ieri notte, saranno state più o meno le tre, dopo aver seguito su YouTube il filo dei alcuni ricordi musicali risalenti più o meno alla stessa epoca in cui Shakespeare è entrato nella mia vita. Gli anni Ottanta. Quelli da bere, del riflusso, della disco, che però non sono stati per tutti così futili e fighettini, e anche un bel po' tamarri, come molti li descrivono.