Saturday, November 28, 2009
Wednesday, November 25, 2009
Quei bravi ragazzi
E' un peccato VicenzaAbc non sia più viva, perché su questa notizia ci avremmo marciato per un bel po'.
Un giovane membro ventiduenne del movimento giovanile del PDL, Andrea Guglielmi, copia e incolla da Internet un po' stralci da vari libri di storia e ne ricava un libercolo "Europa: unita, libera, forte. 1989/2009" tanto per aggiungere del suo alle celebrazioni per la caduta del Muro di Berlino.
Fin qui, chi se ne frega.
Peccato che la Regione Veneto abbia finanziato l'operazione culturale del giovane talento della storiografia nostrana versando 15.000 euro nelle casse dell'Associazione da lui presieduta, "Strade d’Europa", assegnataria dei fondi necessari a un progetto di cotanto valore.
"Ho preso solo qualche pezzetto qua e là compiendo il peccato (veniale) di dimenticare la bibliografia", si difende lui, sostenuto da chi ha avuto la bella pensata di finanziare l'opera meritoria, l'assessore regionale alla Istruzione Elena Donazzan.
Balle, risponde uno dei saccheggiati, il professor Wolfgang Pruscha, che si è già rivolto agli avvocati per violazione del diritto d'autore.
"Dicono di aver copiato poche righe, e invece hanno saccheggiato intere pagine, tagliando le considerazioni che non si piegavano alle loro intenzioni ed alla loro ideologia. Le mie parole sono state rubate e utilizzate per sostenere teorie di estrema destra: se anche me lo avessero chiesto, non avrei mai dato il mio consenso ad un’operazione del genere" ha dichiarato lo studioso al Corriere del Veneto.
A tutto campo la difesa della Donazzan: "Questi ragazzi sono stati infilati nel tritacarne elettorale delle Regionali". Colpa «del Pd» e poi «dei giornali». "L’unico errore è stato non in serire la bibliografia. Capirai che errore… La Regione ha solo una cosa da rimproverarsi, di non aver controllato a fondo l’elaborato accorgendosi delle mancate citazioni. Ma sono felice di aver dato un’opportunità a questi ragazzi e li ringrazio del lavoro che hanno fatto".
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dalomb
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Piccola città, bastardo posto
La famosa canzone di Guccini (tratta da Radici del 1972) dedicata a Modena e altre amenità varie pronunciate da personaggi celebri [via Guida di Modena, la godereccia]
Piccola città, bastardo posto,
appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via;
piccola città io ti conosco,
nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio,
ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano
visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano...
Piccola città, io poi rividi
le tue pietre sconosciute, le tue case diroccate da guerra antica;
mia nemica strana sei lontana
coi peccati fra macerie e fra giochi consumati dentro al Florida:
cento finestre, un cortile, le voci, le liti e la miseria;
io, la montagna nel cuore, scoprivo l' odore del dopoguerra...
Piccola città, vetrate viola,
primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione;
vecchie suore nere che con fede
in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione:
gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia,
correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West...
Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza,
continenza, vuoto mito americano di terza mano,
pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce,
a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano;
se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia
e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...
Piccola città, vecchia bambina
che mi fu tanto fedele, a cui fui tanto fedele tre lunghi mesi;
angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,
frustrazioni e amori a vuoto mai compresi;
dove sei ora, che fai, neghi ancora o ti dai sabato sera?
Quelle di adesso disprezzi, o invidi e singhiozzi se passano davanti a te?
Piccola città, vecchi cortili,
sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie;
piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite,
le tue pietre, l'oro e il marmo, le catapecchie:
così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso,
cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finchè non finirà...
Francesco Guccini
Ho pranzato a Modena, la più pulita e gaia città italiana che ho fin'ora visitato.
Stendhal, 1816
Modena, ogni volta che rientro le belle sue mura sogguardate maestosamente dall’Appennino, mi mette addosso una gran voglia di pensamenti e di studi severi. Bologna fu la città dotta, Modena è la città studiosa: Ferrara fu la città epica, Modena è la città storica: altre città parecchie d’Italia saranno artistiche, Modena è critica.
Giosuè Carducci 1872
Era un tempo piacevolissimo, quando entrammo in Modena, e la penombra in cui erano immersi i cupi portici situati sui marciapiedi ai due lati della vita principale, appariva fresca e piacevole, per contrasto col cielo luminoso e meravigliosamente turchino...
Charles Dickens, 1844-45
Il più bel duomo dell'Emilia ed il più famoso libro miniato d'Italia si trovano a Modena. Il duomo di Modena è un'antologia e una miniera della scultura romanica...
Guido Piovene, 1953-56

La via Emilia il mattino presto.
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10:36 AM
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Google libri
Compare anche nella edizione italiana la sezione Libri di Google, la controversa operazione di digitalizzazione di tutti i libri del mondo cominciata anni fa dal "colosso di Mountain View" (come amano definirlo i giornalisti).
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dalomb
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Sunday, November 22, 2009
Wednesday, November 18, 2009
Tu non trattarmi mai così
"Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa, come ci si smarrisce in una foresta, richiede tutta un'educazione"
Walter Benjamin




Ogni città ha una propria anima.
Ogni città, come uno specchio, riflette parte della tua.
Specific soul: Milano, Italia, 15 novembre 2009.
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