mercoledì 29 giugno 2011

In nome del popolo italiano, rinuncio.

Riguardo al topolino partorito dalla montagna - la bozza della Finanziaria di Tremonti da più parti definita come una barzelletta (anche qui) - l'articolo più chiaro su quello che dovrebbe essere il "contributo" del governo che per dare il buon esempio, rinuncerebbe da luglio allo "stipendio" dei ministri (qui l'annuncio del ministro Romano), la miglior sintesi che ho trovato in giro per il web è quella di un giornale freepress, Leggo.

Eccola:

"(...) Per rendere più digeribili agli italiani le severe misure economiche che il governo si appresta a varare, il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano annuncia che «dal prossimo mese i ministri non avranno lo stipendio, solo quello da parlamentare». Esecutivo pronto a dare il buon esempio, insomma. Peccato che nella bozza in circolazione, la misura annunciata dal ministro non ci sia. Ma soprattutto peccato che l’eventuale taglio riguarderà soltanto gli stipendi che i ministri, eletti anche come parlamentari, percepiscono in aggiunta alle indennità riconosciute a chi siede in Parlamento.

Ai membri dell’esecutivo che sono anche deputati e senatori, infatti, spetta un’indennità di circa 3.800 euro lordi (2.500 netti). Ed è questa che potrebbero sacrificare, conservando invece la ben più alta indennità parlamentare (tra gli 11 e i 12mila euro). Una rinuncia leggera insomma, che poco inciderà sui circa 190mila euro l’anno che un ministro-deputato arriva a guadagnare, a cui si aggiungono molte voci di rimborsi sui quali oltretutto non si pagano le tasse. Difficile allora credere alle parole del segretario del Pdl e ministro della Giustizia Alfano che dice per i tagli si partirà dai palazzi della politica». (...)".

Insomma, chiamate pure l'uscita di Romano Variante Tabacci, l'assessore al Bilancio della giunta Pisapia che, mantenendo il doppio incarico (è anche parlamentare), ha rinunciato allo stipendio milanese (ma non a quello romano).

Da Milano a Roma, da sinistra a destra, una specie di mantra della rinuncia.
Sempre in nome del popolo italiano, naturalmente.

prescritto
Una vignetta di Edoardo Baraldi

martedì 28 giugno 2011

Qualcuno è sempre più uguale degli altri

Sembrerebbe proprio che il sogno grillino della "democrazia diretta" - basta con gli zombie della politica, basta con l'idea stessa di "rappresentanza", "ognuno vale uno" e si decide tutti insieme sul web - sia arrivato al capolinea.

Il Movimento 5 stelle è cresciuto. Anzi, cresciutissimo. E non solo qui in Emilia-Romagna.
E si sa, quando il gioco si fa duro...
E chi sono i duri nel M5S?

Qualcosa forse, anche per chi col movimento non ha nulla a che fare, lo si può intuire.

La vicenda è di qualche giorno fa e la racconta approfonditamente Tommaso Caldarelli su Giornalettismo, pescando tra l'altro da fonti assolutamente inattaccabili come sono i vari forum del movimento, da Torino a Napoli.

La riassumo in due parole: il 18 giugno a Milano si incontrano a Milano Beppe Grillo, i due fratelli Casaleggio (i guru del web di cui abbiamo parlato anche in "A furor di popolo") e i 135 eletti del M5S.

Alla riunione, come viene raccontato nel Meetup di Napoli, è vietatissimo l'uso di telecamere che di solito all'interno delle istituzioni, i grillini brandiscono come spade per svelare quel che accade nelle stanze del potere. "Un candidato sindaco - si spiega nel post del Meetup riportato qui sotto - si era beccato una diffida dai legali di grillo per avere aperto una videocamera per alcuni secondi".


Casaleggio, secondo quanto si legge nel thread aperto sul Forum del Movimento in Piemonte, nomina quattro persone presenti alla riunione come responsabili di altrettanti ruoli tecnici per il "Nazionale" (se così si può definire).

A quel punto scoppia il casino perchè Davide Bono, consigliere regionale piemontese, alza la manina e protesta. Scrive Bono in una successiva mail poi resa pubblica: "Non ho fatto un po' di polemica, ho semplicemente fatto quelle critiche che avreste dovuto fare voi. Che 4 ruoli di coordinatori tecnico-politici andavano condivisi non dico neanche con la base ma almeno con i 135 eletti. Solo voi potevate farlo dicendo che avreste accettato l'incarico solo dopo il consenso degli eletti. Sarebbe stato un plebiscito - non certo un voto, perchè un voto si fa su delle candidature spontanee e non spintanee - ma sarebbe stato molto diverso".

Bono ce l'ha con Vittorio Bertola, piemontese anch'egli, uno dei quattro "inquadrati" nei nuovi ruoli tecnici. Continua infatti polemicamente il consigliere regionale: "Spero che Casaleggio vi controlli bene perchè noi non vi potremo controllare anche perchè non vi abbiamo eletto noi e non sappiamo come sfiduciarvi nel caso di errori o mala gestio. Un po' come i politici. Inventeremo il recall online anche per i coordinatori? E spero che Grillo e Casaleggio scelgano sempre il meglio, affermando che il voto di un'Assemblea rappresenta un partito, mentre la nomina dall'alto no, ed è preferibile perchè evita il formarsi di correnti e correntine".

Casaleggio, a quanto pare, di fronte alla protesta manda affanculo (o giù di lì) il buon Bono.


La discussione va avanti un bel po' nei vari forum, sia quello piemontese che napoletano (e forse anche altri), con Bertola che difende la bontà della scelta tecnica relativa al suo compito (di informatico). Elemento che nessuno mette in discussione.

Il problema, ovviamente, non è tecnico. Ma di metodo.

Come ben riassume in un suo post (qui sotto lo screenshot) un altro espontente del movimento piemontese: "Qua non stiamo giudicando l'idoneità o meno di VB nel ruolo che gli è stato assegnato, stiamo giudicando il concetto stesso di "trasparenza" con cui sono stati nominati i 4 responsabili. Si sta operando contro i principi fondanti del Movimento, l'operazione è chiaramente centralizzante, tipica di una politica che stiamo tentando di combattere; bisogna fare attenzione perchè i danni potrebbero essere immediati, credo che si sia mancato di rispetto a tutte quelle persone che hanno passato mesi in piazza a portare avanti le idee del MoVimento, a partire dagli ultimi di lista fino ai semplici sostenitori".


Ma come? E la democrazia diretta?
E il mitico "ognuno vale uno"?
E la "vecchia" politica degli zombie, dei cadaveri ambulanti, delle mummie che non hanno capito che nel nuovo che avanza grazie a Internet, tutti siamo uguali?
A parte il fatto, ovviamente, che qualcuno è più uguale degli altri.

Ma questo, ai tanti fan della neo-democrazia diretta di Beppe Grillo & Associati, nessuno lo aveva mai spiegato.

AGGIORNAMENTO DEL 29 GIUGNO

Sul suo blog, Beppe Grillo nega risolutamente quanto riportato in questo post ripreso da Giornalettismo e da vari commenti (come da screenshot pubblicati) sui forum del Movimento a Napoli e Torino.
Scrive Grillo a proposito dell'incontro milanese: "L'intenzione era quella di festeggiare un grande risultato. Niente di più, Nell'incontro si è parlato dell'informazione, sono stati riportati dati e percentuali delle elezioni e sono state invitate quattro persone del M5S a illustrare un loro apporto tecnico al portale del M5S con l'obiettivo di mettere a fattor comune informazioni utili, ad esempio sui programmi locali delle diverse liste. Non si è parlato di nessun coordinatore nazionale, né di ruoli politici assegnati a chicchessia".

Infatti, come riportato in questo post, si è parlato di ruoli tecnici. Le valutazioni politiche le hanno fatte gli stessi aderenti al movimento, sempre come riportato.
Il resto è libera opinione.

Per Grillo però si tratta di "sputtamento" e minaccia querele: "Questa volta però mi sono stancato e la settimana prossima i miei legali faranno partire le prime querele. In Rete, o fuori, si può scrivere tutto ciò che si vuole, ma bisogna assumersi le responsabilità e provare ciò che si afferma".

Ogni commento è superfluo, credo.

lunedì 27 giugno 2011

Esequie in liveblogging

Vuole la leggenda che all'interno del Duomo di Modena si celi uno stargate, cioè un punto di transito tra universi paralleli.

Oggi l'antica leggenda diventa (quasi) realtà, grazie alla neonata struttura Terracielo, una funeral home tra le più grandi d'Europa.

Come recita la presentazione dei servizi offerti, "Terracielo è una struttura, di concezione innovativa e internazionale, divisa in spazi separati e accoglienti, ampi e ben arredati, per consentire a chi lo desidera di dare con grande dignità l’estremo saluto ai propri cari.

Ci sono nove sale del commiato, con salotto anticamera e camera ardente, e la grande Sala Terracielo da 700 posti per cerimonie religiose e laiche, con la possibilità di eseguire musiche dal vivo. Le sale, moderne, eleganti e assolutamente indipendenti le une dalle altre, hanno nomi evocativi, tutti legati alla natura: dalla Sala delle Rose alla Sala degli Ulivi.

Ogni sala del commiato è inoltre dotata di schermi e impianto audio che, comandati da una regia centrale, possono diffondere in ciascuna sala immagini video che ricordano i momenti della vita del defunto scelte dai parenti, così come le musiche, dai classici requiem alle canzoni preferite.

Un bar e un ristorante arricchiscono l’offerta per consentire agli ospiti di stare insieme e vicini al proprio caro; la struttura dispone anche di un ampio parcheggio sotterraneo: a Terracielo nulla deve rappresentare un problema che distoglie dal proprio dolore e dai propri affetti".

Ma la vera novità, in chiave web 2.0, ci pare questa, una sorta di liveblogging durante le esequie: "Internet consente a parenti e amici lontani di partecipare via computer alle esequie e di tributare messaggi al caro estinto e ai familiari in diretta online. Una password permette i collegamenti da tutto il mondo anche per vedere la trasmissione in rete delle esequie".

Il 29 giugno si inaugurerà a Modena Terracielo. Su Repubblica, ne parla Michele Smargiassi: "Dai concerti al caffè, la sala del funerale trendy e su misura".

La sala ristorante di Terracielo

domenica 26 giugno 2011

Prospettive



Il più bello spettacolo del mondo

Come diceva Charles Bukowsky, "le persone sono il più bello spettacolo del mondo. Ed è assolutamente gratuito".
Anche gli animali - anche in città - non sono male però.
E sono gratis pure quelli.




Sul davanzale del mio bagno un piccione maledetto ha fatto il nido.
Il mio animalismo politicamente corretto ha impedito che interrompessi il ciclo  naturale.
Questo mostro e tutto quel che c'è intorno è il risultato.
Anche Animali & Persone messe insieme non sono male come show.
Faccio qualche esempio.
Una quindicina di giorni fa, ho portato il mio cane Pepe Carvalho Paco Ignacio Taibo II detto semplicemente "Pepe", un incrocio tra cocker e golden retriever, alla tosatura estiva.
"Come lo facciamo?" mi ha chiesto la titolare di 'Graffi e impronte'.
"Bello corto".
"Ok, tipo Pincher allora!"
Io ho annuito convinto anche se, prima di questo post, non avevo la minima idea di cosa fosse un Pincher. Così a naso avrei pensato a una marca americana di trattori (invece è una razza canina).

Fatto sta che adesso Pepe, ormai quattordicenne, assomiglia parecchio a un cucciolo.
O almeno in tanti lo scambiano per tale.
Il carattere in effetti è rimasto inalterato da quando aveva sei mesi.
Gli anni e gli acciacchi non gli hanno donato nemmeno un briciolo di saggezza in più.
Il che non depone molto a favore del suo istruttore e capobranco che poi sarei io. Ma vabbé.

Comunque, da quando Pepe è un cucciolo quattordicenne, ci ferma un sacco di gente durante le sue passeggiatine liberatutto in giro per Modena.
L'altro giorno una ragazza in Vespa si è fermata in mezzo alla strada per ammirarlo.
"Che bello!!!" ha sospirato commossa.
Non ho fatto in tempo a replicare che era già ripartita.

Ieri un'anziana con un occhio bendato ci ha fermati cominciando ad esaltare la di lui bellezza (a me non mi fila mai nessuno).
Lui però, in quel preciso momento, ha pensato di scaricare una delle sue bombe da 5 etti a 30 centimetri dal di lei piede.
Si è messo in posa di lancio e ha sganciato.
Così, con quella nonchalance a cui noblesse oblige.
Io ho abbozzato, imbarazzatissimo.
La signora invece ha commentato perfino la di lui deiezione: "Che bella, si vede che sta bene! Lo vedo anche con un occhio solo!".
Giuro.

Cinquanta metri dopo incrociamo una signora con una vecchia cagna bolsa che arranca lungo la via.
I due (intesi come Pepe e la Bolsa) procedono alle solite presentazioni dei rispettivi didietro.
"Che bello! - ripete la solita solfa la signora - è un cucciolo?".
"No - replico io con una punta d'orgoglio - ha quattordici anni suonati!".
Gaffe terribile: la Bolsa ne ha solo 12 e sembra la madre di Pepe.
Del rapporto tra cane e padrone hanno già scritto in tanti (ricordo anche un racconto di Thomas Mann) e anche senza chissà quali approfondimenti ogni padrone sa che il proprio cane finisce per acquisire molto di lui.
Lo sapeva benissimo anche la signora. Che deve essersi sentita come un'anziana decaduta a cui un giovanotto insolente fa notare i segni del tempo.
La conversazione infatti finisce lì.

Dieci metri più in là incrociamo una coppia di cinquantenni evidentemente fanatici di cani.
Pepe, indifferente, sta annusando i lasciti di qualche collega passato di lì in precedenza.
"Che bello! - fa il signore (non sono molto originali le conversazioni sui cani) - di che razza è?".
Spiego, ragguagliandolo anche sull'età.
Lui cerca il dialogo (col cane, intendo), ma Pepe non se lo fila neanche di striscio.

Il tizio allora fa rivolto alla moglie: "Ehhhhh è logico che non mi presti attenzione. Sta annusando così intento perché di qui è appena passata una bimba (sic!)".
La "bimba" a cui si riferiva sarebbe la Bolsa di prima che ci precedeva di qualche metro.
Pepe cerca di effettuare un secondo lancio, ma è evidente che il tizio lo disturba.
Fortuna che dopo altre quattro parole biascicate in fretta (la delusione per uno come lui, così sensibile agli animali, è evidente) se ne va e Pepe può colpire in maniera chirurgica il bersaglio.

Casa è finalmente vicina e probabilmente non dovrò più sostenere, fino alla prossima uscita, alcuna conversazione sui cani.
Se volete parliamo di uccelli.

Pepe Carvalho Paco Ignacio Taibo II detto Pepe

sabato 25 giugno 2011

Grazie agli amici di Facebook e agli amici di Utitter

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ringrazia gli elettori che lo hanno sostenuto su Facebook e anche su Utitter (?!?: cerca con Gogol).

giovedì 23 giugno 2011

Manifesto della cooperativa dell'utero (iconografia de-genere)

Leggendo della bacchettonissima polemica a sinistra relativa al manifesto scelto dal PD romano per propagandare la propria Festa dell'Unità, mi è tornato in mente un breve saggio dello storico Eric Hobsbawm contenuto nel volume "Gente non comune".

Hobsbawm spiega come nell'iconografia rivoluzionaria e progressista dell'800 la donna discinta, quando non nuda, fosse rappresentativa del processo di liberazione dal giogo del passato.
L'esempio più classico?
La pettoruta Marianna repubblicana dipinta da Eugène Delacroix ne "La libertà che guida il popolo".

Nel tempo poi, man mano che queste istanze di cambiamento o riuscivano più o meno a raggiungere i propri obiettivi (le varie rivoluzioni liberali che hanno attraversato tutto il XIX° secolo) o assumevano forme di lotta organizzate (il socialismo), l'iconografia classica è lentamente mutatata, per così dire, di genere.

La nuova icona?
L'operaio a petto nudo che, madido di sudore, mette a disposizione della Causa le proprie braccia nerborute.
La donna, camicetta abbottonata fino al collo e fazzoletto in testa, torna ad essere (come è sempre stata per il cattolicesimo) la casta e fedele "compagna" dell'artefice del sol dell'avvenire.
A parte adempiere - ça va sans dire - allo storico compito di mettere al mondo tanti piccoli pionieri a loro volta votati alla costruzione del radioso futuro.

Per farla breve: il moralismo rosso non ha mai avuto nulla da invidiare a quello cattolico.
Né ai tempi della contrastatissima (dal PCI) relazione tra Palmiro Togliatti e Nilde Jotti, né oggi che la indiscutibile deriva berlusconiana offre nuova corda alle tante mariegoretti dell'utero è mio e me lo gestisco io.

Personalmente, da emiliano (acquisito), opto per la cooperazione.

Il manifesto del PD di Roma per la Festa dell'Unità
(la foto non è nemmeno scattata da loro, l'hanno presa da Internet, qui)

Delacroix: La libertà che guida il popolo

Una statua d'epoca comunista in Ungheria (fonte)

Vado a vivere in Lituania

Non solo per il motivo evidente dalla tabella sotto.
Non esageriamo: non basterebbe.
Ma quella sensazione, qui in Italia, di essere sempre "indietro" su qualsiasi cosa, un po' ha rotto.
Un po' molto.

lunedì 20 giugno 2011

Preziosa_edizione_speciale.mp3

In principio fu la musica.

La possibilità di ascoltare dopo una ricerca di pochi secondi quasi tutta la musica prodotta (l'espressione non mi pare affatto esagerata) in ogni luogo e in ogni tempo, ha semplicemente eliminato il meccanismo spazio-temporale tra l'accendersi del desiderio e il suo soddisfacimento (oltre al fatto di eliminare l'eventualità che un desiderio possa anche non essere soddisfatto).

Risultato?
Poter ascoltare tutto quando voglio ha quasi azzerato la mia voglia di ascolto.
La mia curiosità di scoprire cose nuove, procrastinando all'infinito la voglia di scoprirle.
Tanto sono lì ad aspettarmi.
Eternamente, per quel che ne posso sapere.

Da quanto tempo non ascolto un intero album?
Che fine hanno fatto i miei vecchi vinili ascoltati e riascoltati dal primo all'ultimo solco fino a ridurne alcuni a cacofonie di gracidii saltuariamente intervallati da qualche improvvisa parentesi melodica?

Sia chiaro: nessun rimpianto. I tempi cambiano. E trarre il meglio o il peggio dai mutamenti sta a noi.

Ieri sera però, guardando un film in streaming di cui non mi ricordo già più il titolo (e appena un po' la trama), mi sono accorto che anche il cinema (anzi, quel che ne resta da una visione online rippata, in buffering con router da resettare dopo 72 minuti) si sta velocemente portando al passo coi tempi: posso vedere (quasi) tutto, quando voglio, ecc. ecc.).

Infine, stamattina, ho letto questo passo tratto da “Come sono diventato stupido” di Martin Page, un libro di una decina di anni fa.

(…) non avendo abbastanza denaro per comprare tutti i libri che desiderava (…) rubava i libri pagina per pagina e poi li ricostruiva nel riparo del suo appartamento, come un editore clandestino. Poiché veniva conquistata con un crimine, ogni pagina acquisiva un valore simbolico ben più grande che se fosse stata incollata e confusa con le sue sorelle; staccata da un libro, nascosta, poi pazientemente rilegata, essa diventava sacra. La biblioteca di Antoine contava così una ventina di libri ricostruiti nella sua preziosa edizione speciale.

domenica 19 giugno 2011

Arti e motori

Ieri pomeriggio, dalle 15 alle 24, sosta interdetta in Piazzale San Domenico - in pieno centro storico di Modena - solitamente adibito a parcheggio per i residenti (foto 1).
Via tutte le auto quindi a causa di non meglio precisate "riprese cinematografiche", come recitava il cartello del temporaneo divieto.
Nella terra dei motori però, non tutti hanno apprezzato questo piccolo sacrificio in nome della cultura (foto 2).

Foto 1 - Piazzale San Domenico visto dal satellite su Google maps
Foto 2 - Il commento lasciato da un cittadino modenese sul divieto temporaneo di sosta

sabato 18 giugno 2011

Ritorno a Pontida

Un anno dopo.
Torniamo verso Modena dopo una bella serata organizzata dai giovani del PD a Lecco.
Dopo esserci infilati venerdì pomeriggio nel caos della tangenziale milanese per quasi un'ora e mezza prima di superare il capoluogo lombardo e raggiungere il lago (Pisapia non ci ha liberato la corsia), stamattina decidiamo che Milano per un po' non la vogliamo più vedere.
E scendiamo verso Bergamo.
Dopo una ventina di minuti, sulla nostra destra, compare il pratone vuoto di Pontida.
Ci fermiamo?
Non ci fermiamo?
Ci fermiamo.








martedì 14 giugno 2011

Paga sempre Pantalone?

Gira su Facebook e io condivido al 100%.

350 milioni di euro per i Referendum, vogliamo parlarne?
Dobbiamo pagare noi la scelta infame di non accorpare Referendum e Amministrative per la speranza del Governo di non far raggiungere il quorum?
Io non sono molto d'accordo, preferirei trattenerli dallo stipendio di chi lo ha deciso. Come dire, non lascerei perdere così la questione...
(Specie a fronte della simpatica manovrina da 40 miliardi di euro e passa che ci capiterà fra capo e collo quest'anno).

Campagna referendaria a Modena

giovedì 9 giugno 2011

Volano le mosche volano negli spazi tra le nuvole

Fin da quando ero bambino, mi sono sempre chiesto quale fosse il posto delle zanzare all'interno del creato senza mai riuscire a trovare una risposta.
Flychelangelo con la sua Dead Fly Art, anche se racconta di un altro genere di bestia inutile, mi aiuta a capire che forse prima del giudizio universale troverò un perché.


mercoledì 8 giugno 2011

E mia nonna era un'astronave

La prima della Gazzetta di Modena online di oggi propone il rendering di come brillerà la zona delle ex acciaierie (a ridosso della ferrovia) - al momento solo una colatona di ferro e cemento - una volta conclusi i lavori.

Secondo me, sia il titolista che il poetico autore del pezzo di accompagnamento lanciano il cuore un po' troppo oltre l'ostacolo.


(Qui tutte le foto).
Qui sotto un'immagine di Modena - secondo la Gazzetta - in versione newyorchese:


PS. Ve l'avevo mai detto di mia nonna?

Power to the maids

La piazzata delle cameriere d’albergo (in alta uniforme) contro Strauss-Kahn non è certo un esempio edificante: non sono le urla di strada, è la legge a dover giudicare. Eppure, l’umiltà sociale delle manifestanti (in larga parte afroamericane), di contro all’altissimo rango di un imputato che attende la sentenza in una dimora stellare, ci dice qualcosa che va ben oltre le intemperanze forcaiole. Ci dice che il nervo della diseguaglianza (qui doppia: il ricco e le povere, il maschio di potere e le femmine senza status) è scoperto, e duole forse più di sempre.

La lunga rimozione degli ultimi anni non riesce più a occultare una divaricazione di censo, e di potere, che confligge non solamente con la perduta speranza socialista, ma anche con le promesse abortite del libero mercato. Per giunta, la malevola regia del Caso ha voluto che il ricchissimo accusato sia leader di una delle sinistre più forti e nobili del mondo, quella francese. Quasi a dirci che la confusione, sotto il cielo, dev’essere grandissima se un leader della gauche planetaria, ostentatamente facoltoso, si ritrova a essere detestato come simbolo dell’arroganza del denaro.

Forse gli arresti domiciliari in un bilocale con vista sui bidoni della spazzatura non sarebbero bastati a rimettere le cose a posto. Di certo, la magione da 50mila dollari al mese le ha messe ancora più in disordine.

L'Amaca di Michele Serra (Repubblica dell'8 giugno 2011).


Fonte immagine: Il Post.

Una romantica domenica sulla riviera romagnola

Una lettera su Repubblica dell'8 giugno 2011:

Domenica 5 giugno, nel bel mezzo del rientro dal ponte, acquisto un biglietto per un treno regionale da Riccione a Bologna (circa 9 euro). Timbro il biglietto ed attendo. All'arrivo del treno, io ed altri passeggeri siamo letteralmente impossibilitati a salire per l’assoluta mancanza di spazio (non c’era posto nemmeno sul primo scalino, neanche spingendo un po’). A treno ormai andato, mi sono recato in biglietteria insieme ad altri viaggiatori, chiedendo il cambio del biglietto per un Intercity successivo (pagando la differenza ovviamente, 3 euro). Niente da fare. Andava acquistato un biglietto ex novo. Persino nei negozi di basso livello quando si acquista un prodotto c’è il diritto di recesso per problemi inerenti alla vendita.

Beh uno dice, hai voluto infilarti in riviera una romantica domenica d'estate?
E allora son beghe tue: niente rimborso.


e11 - SpritzOne Day @ Aquafan - Animazione Cocoricò

lunedì 6 giugno 2011

Memorabilità dell'effimero

Ninja Marketing presenta una "raccolta delle migliori pubblicità che puntano sulla comicità per la loro memorabilità".
A parte questa cosa della memorabilità che sa un po' di vetustà, alcuni tra i print ads segnalati sono veramente efficaci.

domenica 5 giugno 2011

sabato 4 giugno 2011

Differita web della Partita in diretta

Insomma, è andata come al solito: tempus fugit.
Un giorno di impaziente attesa del tutto sprecato: è tutto già passato, finito; il Tempo non concede requie.
Sto parlando della partita di pallone (d'ora in poi, la Partita, perché non so se avrò occasione di assistere ad altre nella mia vita) che ieri sera si è consumata nello spazio pochi minuti: novanta per essere precisi.
Ma nella memoria sono già molti meno: infatti i nostri ricordi procedono per flash strutturando la scansione temporale in maniera del tutto atemporale.
Sempre così the day after.

Ovviamente i tanti sportivi che leggeranno questo post attratti (come le mosche dal miele) da un titolo accattivante generatosi automaticamente su indicazione del mio SEO di fiducia, rimarranno grandemente delusi: qui non troveranno traccia di cronaca della Partita. Per quella, rimando - che so - alla Gazzetta (dello Sport, va precisato, perché qui dove vivo quando chiedi in edicola la Gazzetta ti danno subito quella di Modena sovvertendo improvvidamente la locuzione latina ubi maior minor cessat).

Il massimo che posso concedere in questo post ai tanti sportivi che avrebbero voluto esserci ma non c'erano è qualche flash (vedi il caso) che restituisca almeno in parte le emozioni provate dal vostro umile cronista.

Intanto c'è subito da dire che gli Eroi sono molto più eroici in televisione. Visti a pochi metri di distanza sembrano i soliti ragazzoni in mutande che all'urlo "taca la bala!" inseguono una sfera di cuoio. Per essere precisi, nell'occasione specifica, i Nostri sembravano gli Scapoli - più freschi e in palla - mentri gli altri erano perfettamente calati nella parte degli Ammogliati: in Partita giusto per fare gli sparring partner di gente con ettolitri di testosterone ancora tutto da consumare e perciò stesso, più fresca e in palla.

Altri flash un po' così, in ordine sparso:

1) Fantantonio sembra appisolarsi di tanto in tanto nel corso della Partita (foto 1), ma quando si risveglia da Morte Apparente e ci mette lo zampino fresco e in palla, per gli Ammogliati son dolori.

Foto 1 - Fantantonio, in un momento di Morte Apparente nel corso della Partita
2) Capitan Futuro non era della Partita per motivi che sinceramente non ho ritenuto interessante approfondire. Ha seguito comunque il Lavoro dei Compagni da bordo campo per tutto il Match come si evince chiaramente dalla foto 2.

Foto 2 - Capitan Futuro a bordo campo segue il Lavoro dei Compagni
3) Il Pubblico - fresco e in palla - ha fatto immancabilmente la sua parte (foto 3).

Foto 3 - Il Pubblico fa la sua parte
4) Da buon cronista, non potevo farmi mancare lo scoop della serata. A quanto sembrerebbe (il condizionale è d'obbligo) tra il Pubblico, qualcuno conosceva in anticipo il Risultato della Partita (foto 4 e 5). Coi Tempi che corrono, c'è da sospettare di chiunque, ma voglio credere che lo Sport più Bello del mondo conservi ancora quello spirto giocoso che l'ha portato ad essere, appunto, lo Sport più Bello del mondo. Almeno quell'unica volta che nella vita assisto io alla Partita.

Foto 4 - l'ombra della combine sulla Partita?
Foto 5 - l'ombra della combine sulla Partita?
5) Dopo quello dell'82, Pablito ci farà vincere anche il prossimo Mondiale. Anche qualora si trattasse dell'Europeo.

6) Il Regista della Nazionale aveva suo fratello in gradinata (foto 6), o almeno così parrebbe (il condizionale è d'obbligo). Lo avevo già incontrato in una pizzeria di Modena qualche giorno fa e, mentre aspettavamo di ordinare, lui - che era entrato dopo - mi era bellamente passato davanti. Io ho portato pazienza pensando che a uno che parrebbe (il condizionale è d'obbligo) il fratello del Campione, qualcosa bisogna pur concedere. Ieri però per accedere al suo posto - un paio di file sopra il mio - è tranquillamente salito con le sue scarpe da tennis bagnate dalla pioggia del pomeriggio sul seggiolino di quello che poco dopo è stato il mio posto (Distinti Laterali Q, Fila E, posto 8) lasciando le impronte delle sue scarpe laddove io dovevo appoggiare il mio fondoschiena. Errare è umano, ma senza esagerare. Infatti, anche se il tizio potrebbe essere il fratello del Campione (solito condizionale), sinceramente mi ha rotto i coglioni e spero di non incrociarlo più né in pizzeria né allo stadio.

Foto 6 - Il fratello del Campione tranquillamente seduto al suo posto dopo aver inzaccherato il mio.
7) Qualche notazione di carattere personale: alla Partita il vostro umile cronista c'era veramente. C'ho anche delle foto (foto 7) scattate durante una pausa della differita web.

Foto 7 - il vostro cronista ritratto durante una pausa dalla differita web
8) Alla Partita di pallone difficilmente si va con la propria moglie, fidanzata, amica e quant'altro. Alle femmine lo Sport più Bello del mondo eccita quasi quanto una gara di Formula Uno la domenica pomeriggio sul divano dopo un pranzo luculliano o una tappa di pianura del Giro d'Italia qualsiasi giorno sul divano anche senza pranzo luculliano. Infatti alla Partita ci sono andato con un maschio, un collega (foto 8) che è anche l'unico che non serve indicare con frecciarossa ché - per entrare nella Storia - ha chiesto di farsi ritrarre in modo tale che non ci possano essere dubbi nemmeno tra Cent'anni riguardo al fatto che, in quel lontano 3 giugno 2011, ei fu della Partita.

Foto 8 - Il collega entrato nella Storia

venerdì 3 giugno 2011

Corso gratuito per upgradare il proprio linguaggio. Prima dispensa: in cucina.

Oggi per pranzo mia moglie ha cucinato la peperonata.
"Com'è?" mi ha chiesto.
Io avevo un boccone di peperonata giusto in fase di masticazione, quindi inizialmente ho risposto alzando il pollice.
Poi ho realizzato che l'occasione era ottima per upgradare il mio linguaggio.
"Mi piace - le ho detto - la condivido sul mio piatto".

E tu lettore, anche se la peperonata non l'hai assaggiata, lascia un commento.

***

Prossima fermata Gallipoli

Dai Max, vai mo a cà.

C’è stata un’epoca, tanto tempo fa, in cui tutto sembrava possibile. Era il giugno del 1993 e la prima elezione diretta dei sindaci segnò l’inizio di una nuova stagione. Le città potevano essere amministrate da persone capaci e preparate, il paese aveva l’opportunità di rimettersi in moto, crescere, offrire il suo volto migliore, pensare con fiducia e ottimismo al futuro. Poi tutto andò storto, e quella stagione di entusiasmo si spense nel giro di pochi mesi.

Diciotto anni dopo, dalle città di tutta Italia arriva un nuovo segnale di rottura. Il voto smentisce definitivamente il luogo comune secondo cui le elezioni si vincono spostandosi al centro. Dimostra che per battere gli avversari servono le persone giuste, scelte in modo trasparente e democratico. Conferma che preoccuparsi di conquistare gli elettori con programmi precisi e credibili è più importante che affannarsi alla ricerca di alleanze e accordi tra i partiti. Prova che se usata in modo intelligente e ironico, la rete è più efficace della televisione.

È un voto che probabilmente segna la fine dell’epoca di Berlusconi, ma è anche un duro colpo per il maggiore partito di centrosinistra, in particolare per i suoi dirigenti. Per loro è una grande occasione: capiranno che devono farsi da parte, in modo rapido e discreto?

Giovanni De Mauro
(Editoriale di Internazionale n. 900)

Perché, perché il venerdì mi lasci sempre sola?

Perché vado a vedere la partita di pallone.
Stasera allo stadio Braglia di Modena, Italia-Estonia.

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mercoledì 1 giugno 2011

The big circus

Dopo la vittoria, su Repubblica di oggi (pag 12), i nostri eroi (stanchi) preparano le grandi strategie per il futuro:

E sulla questione delle alleanze, decisiva per chiudere con il berlusconismo, anche Massimo D’Alema individua nella “formula Macerata” (da Sel all’Udc) una buona strada e aggiunge: «Puntiamo a un’alleanza che vada oltre il centrosinistra». Si appella al senso della disciplina (quello che l’Unione non ha avuto), e a chi fa osservare che Di Pietro tanto disciplinato non è, risponde: «È stato un ministro estremamente disciplinato da lui nessun intralcio al governo Prodi». Il modo più limpido per uscire dalla crisi sarebbe andare alle urne - osserva il presidente del Copasir - e «se fosse possibile cambiare una legge elettorale... ma non siamo al pozzo dei desideri». Non si fa illusioni neppure Bersani: «Siamo pronti a discutere con tutti ma sono pessimista...». Sul tavolo c’è anche il tema delle primarie e della premiership. Scuoteranno le opposizioni? Il segretario democratico derubrica le polemiche: «Sì alle primarie, ma non come automatismo: la politica deve valutare caso per caso». E a proposito della sua candidatura ammette: «Io ci sono, oggi mi sento più forte, ma non mi metto davanti al progetto. Se vogliamo uscire dal berlusconismo non dobbiamo scimmiottarlo».

The Big Circus


Sempre su Repubblica, "risponde" loro Michele Serra su L'amaca. 

Il centrosinistra non è la somma (variabile) dei partiti che lo compongono. È molto di più, qualitativamente e (soprattutto) quantitativamente. È la somma dei cittadini italiani disposti a votarlo, ai quali importa nulla se il candidato è del Pd, di Sel, dell’Idv o altro: basta che sia un candidato credibile, e che sia scelto con le primarie, e sarà il candidato di tutti.
Questa, in sintesi, è la lezione di questo fantastico voto. Ora si tratta di capire se i leader hanno fatto lo stesso salto di qualità dei loro elettori. O se qualcuno ha ancora intenzione di mestare nel fondo disseccato della vecchia politica, pasticciando con accordi di vertice, patti opachi, spartizioni di potere, furbate tattiche, sgambetti reciproci tra i dinosauri della nomenklatura. Costoro, se come Berlusconi non hanno avuto il tempo per stabilire la data del loro funerale, facciano almeno lo sforzo di stabilire la data della loro resa incondizionata alla volontà del loro stesso popolo. Mettano i loro incarichi, le loro fondazioni, le loro logore reputazioni di ex strateghi a disposizione del movimento, evitando di disturbare chi ha vinto e scoprendo — meglio tardi che mai — il piacere dell’umiltà. Lavorino per gli altri e non per se stessi. La smettano di spiegarci che cosa dobbiamo fare. E ci chiedano: “Che cosa vi serve?”

Per dire, come è ben centrato il centro-sinistra...