Nonostante io ne possegga più d'uno, nonostante pensi che i libri resteranno sempre un oggetto d'uso abbastanza comune anche nei prossimi decenni - se non altro perché i feticisti della carta stampata non moriranno mai (o bruceranno insieme ad essa) - sarò certamente tra quelli che in tutta tranquillità abbandoneranno i cari vecchi volumi polverosi per passare a un reader digitale.
Naturalmente quando un lettore tipo Kindle sarà acquistabile ad un prezzo popolare e soprattutto non mi costringerà a leggere solo roba acquistata su Amazon (senza queste due condizioni, per quel che mi riguarda Bezos s'attacca).
Addio vecchi cari libri passati di padre in figlio, da moglie a marito, da amico ad amica e viceversa, letti e riletti, consunti e macchiati di caffé, dimenticati (come la rosellina secca a pag. 122 dove lei dichiara il suo amore eterno a lui) sugli scaffali più alti della libreria fino a spegnersi pian piano .
Adieu. Senza rimpianti.
Un aggeggio tipo Kindle, la cui esperienza di lettura risulta completamente diversa dal fastidiossimi monitor del pc, fino ad assomigliare quasi del tutto a quella con l'attuale carta stampata, contiene fino a 1500 volumi. Tutti in una sottile striscia di meno di venti millimetri di spessore e i giusti centimetri di lunghezza e larghezza.
E pesi e misure contano. Come no...
Non lo avessi recuperato in una edizione del 1940 divisa in quattro comodi volumetti non avrei mai letto il mio romanzo cult per eccellenza, e quel capolavoro impareggiabile che è "Guerra e Pace" sarebbe rimasto per sempre a me alieno. Così come, dopo anni dall'acquisto, lo sono ancora quei due mattoni di "Tutti i racconti" di Poe e Conrad, per quanto io li adori (soprattutto il secondo).
Ma mi sfasciano mani e polsi. A letto non riesco a leggerli. Li ho presi mille volti e mille volti riposti.
Appena il simil-Kindle mi arriverà tra le mani potrò finalmente farli miei. Quando sentirò di aver la giusta ispirazione: il libro giusto al momento giusto. Sperando che ovunque io sia, tra i 1500 libri che avrò sempre in tasca ci sia quello giusto. Anche per i miei momenti sbagliati.
Sulla sua pagina di Facebook Nicholas Sarkozy in Bruni dichiara di essere stato, il 9 novembre 1989, tra i picconatori del muro di Berlino, con tanto di foto ricordo.
Così, sul web, si scatenano i fotomontaggi di Sarkò in Carlà che, da vero highlander, fa da testimonial a tutti i più importanti eventi storici dai primi del 900 ad oggi.
Da oggi si aggiunge un nuovo fantastico strumento ad arricchire la vasta gamma dei DPI, dispositivi di protezione individuale, ausili utilizzati in molte professioni per proteggere il lavoratore da varie tipologie di danni sul luogo di lavoro.
Ormai stufo e sofferente di disturbi visivi a causa della vetrata dietro la mia postazione di lavoro (fig. 4) che aggiunge un'altra fonte di luce a quella già fastidiosa del monitor, stamattina ho realizzato il prototipo del visore protettivo denominato "Ciclope" (chiaramente ispirato a uno dei personaggi degli X-men, anche se il mioCiclope protegge dai "devastanti raggi ottici" invece di emetterli).
Ho sperimentato Ciclope per tutta la giornata e devo dire che i risultati sono entusiasmanti: il disturbo per l'eccesso di fonti di luce viene quasi azzerato anche se chiaramente, trattandosi di un prototipo, è ancora molto migliorabile.
Ad esempio, per sopperire alla scarsa visibilità della tastiera del pc indossando Ciclope, sto pensando ad un sistema di specchi da aggiungere alla visiera in modo da poter tenere sotto controllo in tempo reale come si muovono le mani sui tasti senza dover abbassare la testa di un millimetro.
Ciclope è stato il secondo prototipo realizzato nella mattinata dopo il tentativo abbastanza fallimentare di "Ignazio" (sempre fig. 4) che, oltre a ridurre eccessivamente la visibilità, si è rivelato parecchio fastidioso per i bulbi oculari.
Se qualche azienda fosse interessata alla produzione e alla commercializzazione di Ciclope- la soluzione per tutti i videoterminalisti di questo mondo - è pregata di contattarmi al mio indirizzo email.
Fig. 1 - Ciclope visto di fronte
Fig. 2 - Ciclope è assolutamente funzionale: quando non serve (ad esempio in pausa caffé) si alza tranquillamente la visiera e nemmeno ci si accorge di averlo
Fig. 3 - Visione laterale di Ciclope
Fig. 4 - Il prototipo Ignazio, poi abbandonato. Nell'immagine anche la fastidiosa vetrata e la inutile protezione anti-luminosità (dei quadri francamente inguardabili per quanto brutti) da me utilizzata prima dell'invenzione di Ciclope