sabato 6 ottobre 2007

Facciamo le cose per bene

Leggo con enorme interesse i puntuali resoconti di Antonio Volpon su FucinaWeb della conferenza londinese Future of Web Apps.

Riporto testualmente i punti salienti evidenziati da Antonio, dei quali però consiglio una lettura dettagliata uno ad uno
Stimoli a non finire a chi ha orecchie per intendere.

- lamentarsi dei cambiamenti è una reazione normale (riferito all’introduzione di nuove funzionalità nei servizi di social networking e della reazione degli utenti).

- se le query sono troppo complesse, meglio evitarle (questa la dice lunga sull’infrastruttura di certi servizi di social networking, e sul fatto che Pownce funzioni ancora a invito).

- Facebook fa più traffico con le proprie applicazione scritte in poco tempo, come le foto, piuttosto che quelle dedicate (come Flickr di Yahoo! per esempio). Il motivo è che sono integrate nel profilo dell’utente Facebook, quindi facilmente accessibili.

- meglio avere il 10% di un’azienda che vale 100 che il 100% di un’azienda che vale 5.

- non si fanno più i business plan: per Feedbruner non sono stati fatti. Sono cose che servono per dire cosa ci sarebbe piaciuto fare, piuttosto che quello che si fa. Anche gli investor non li leggono più.

- cercate persone con ottime competenze per area di esperienza, ma non con competenze troppo specifiche

- le architetture aperte attaccano anche la concorrenza, che si trova a rivaleggiare non con un prodotto in scatola, ma con un’architettura estensibile.

- non raccontiamocela: per far partire una startup i soldi servono, eccome

1 commento:

Salvatore Ditaranto ha detto...

Condivido, eccome se condivido!