venerdì 19 ottobre 2007

What YouTube is trying to tell you

Jeff Atwood, programmatore e blogger californiano, ha scritto un pezzo il cui contenuto è già inequivocabile dal titolo: "YouTube: la grande bugia del diritto d'autore".

Nell'articolo Jeff dice semplicemente a chiare lettere ciò che tutti sanno (ma che tutti, o quasi, fingono di non sapere): quando uploadate un video su YouTube vi appare una finestrella con una clausola in cui vi si dice di non caricare materiale coperto da diritto d'autore.
Ok, solo che per oltre il 90% dei milioni di video che sono online sul sito di videosharing più famoso al mondo (così come su quasti tutti i suoi emuli) tale clausola è come se non esistesse. Le fonti di questo tipo di materiali sono tutte mainstream, quindi coperte da DdA.

Come conciliare - si chiede Jeff - la linea ufficiale di Big YT ("no copyright, please") con una realtà che va esattamente nella direzione opposta?
The answer my friend, secondo Jeff, sta nell'italianissimo "vivi e lascia vivere. Il sito non verifica se i contenuti sono in regola: rimangono online finché la'autore non protesta. Solo allora vengono rimossi".
Santa Ipocrisia.

Il post ha generato un bel dibattito tra i lettori del blog.
Discussione a cui vale la pena dare un occhio per capire qual è l'opinione più o meno diffusa sull'argomento (bollente come un vulcano in eruzione).
Tanto per fare un esempio: "Copyright could be abolished, and we all would be better off for it. That's what YouTube is trying to tell you".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

you "in" tube... this is the situation.

Davide Lombardi ha detto...

Il problema del diritto d'autore, di come ridefinirlo in maniera credibile nell'era di Internet, è un problema globale che, nonostante qualche tentativo lodevole, ancora non ha trovato una soluzione accettabile (e soprattutto condivisa). Essere consapevoli della realtà, anche se spiacevole, è il primo modo per trovare una via d'uscita ad una questione che sta segnando un'epoca.

Anonimo ha detto...

credi veramente che il "problema globale di internet" sia una questione epocale e non il sintomo di un'epoca caratterizzata da "nuovi consumatori" di un sistema?

Davide Lombardi ha detto...

Certo che sì. Infatti i "nuovi consumatori" di un sistema sono esattamente LA questione epocale. Però a dirti il vero non mi piace molto chiaccherare con gli anonimi..